Questo sito non è un blog, perché se lo fosse potrebbe venir scambiato per una testata giornalistica, ma tale cosa non è, dal momento che gli aggiornamenti sono saltuari e i contenuti più obbiettivi di quelli proposti dalle fonti governative italiane.
Anche quest’anno, “i 365 giorni” sono passati. Nonostante quello che dicono i Maya e i catastrofisti ignoranti, l’universo gira e girerà ancora. Sta a noi scoprirlo. Ho deciso di ripercorrere, nella memoria, questo 2009, per cercare di valutare cosa è avvenuto, cosa non è avvenuto, cosa ho colto e cosa non ho colto in questa mia avventura blogghiera, ma non solo: nella mia vita – così detta – reale.
Sono un informatico. Il mio primo sito lo ho registrato nel 1996, tuttavia non avevo mai utilizzato un blog, anzi, li ho sempre detestati. Forse perché sino a qualche anno fa ero un programmatore reazionario, restio ad aggiornarsi e a utilizzare PHP. Il dinamismo! Quanto sono stato scemo. Non sottovalutare la potenza di WordPress! Se sono qui – e tu sei qui a leggere questo -, il merito comunque va a YouTube, dal momento che mi ha bannato dal fantastico mondo del video sharing e io, per ripicca, mi sono deciso a odiarlo. Prima del mio “fatidico aprile d’esclusione”, avevo utilizzato il sito per aggiornamenti informatici e niente più. Qualche vecchio post è ancora disponibile qua e la… ma prima di parlare della mia vita virtuale, vediamo che cosa è successo nella mia vita reale (anche se non capisco bene la necessità di proporre una tale classificazione).
Compro molto spesso online, soprattutto libri su e-bay. Se ne trovano di introvabili a prezzi, tutto sommato, ragionevoli. Adoro l’odore del libro vecchio, le pagine ingiallite, qualche orecchia d’asino, qua e la, insomma, non ne posso fare a meno. I libri nuovi, sì, belli e simpatici, ma vuoi mettere avere per le mani un libro già assimilato da qualcuno?
Questa mattina mi è arrivato un pacco – spedito in piego libri[¹] – nella cassetta delle lettere. La confezione era aperta, incollata alla meno peggio e una scritta giustificava l’evidente violazione: lato aperto per ispezione postale.
La costituzione italiana, art. 15 dichiara: la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge. [link]
Sono una persona tollerante (realmente); tuttavia non sopporto le rotture prolungate. Sono quattro anni che il mio sonno viene rovinato dal cane della vicina: alle 7-8, lei esce e lui comincia ad abbaiare. E non la smette più, sino a quando non rientra.
Un anno va bene. Due pure. Tre anche. Quattro, basta. Ho provato a farglielo notare verbalmente e la risposta è stata – non è vero che abbaia – (oltre al danno la beffa), ho quindi scritto una lettera (non anonima, con il mio cellulare bene in vista) – nella quale invitavo a prendere provvedimenti in merito – e non è servito a nulla.
Non so che fare. Non sono uno “cattivo”, ma sto praticamente pensando di ammazzarlo: una polpettina ripiena di veleno per topi e via. La mattina si può riposare in pace[¹]. Sinceramente non so che fare. Andare dalla Polizia? Dai Carabinieri? Dalla Guardia Forestale? All’ENPA? Da un avvocato? Sicuramente mi troverei davanti un amante degli animali (non che io non lo sia. Li amo nella misura i loro “padroni” non danneggiano me) che mi denuncia per psico-reato.
Il mondo sta cambiando; Google Earth, benché sia come il grande fratello, permette di vedere cose che normalmente sfuggono all’umano controllo.
Sono anni che vedo una cosa senza mai averla guardata. La differenza è sottile, me ne rendo conto, però è così: davanti a Trieste c’è, nel mare, una grande chiazza di colore marrone scuro-chiaro che, all’interno dei frangiflutti, copre l’intera superficie del mare [video sotto].
Che cosa quella macchia sia, non lo so, però posso provare a immaginarlo.
Dal sito ufficiale si apprende che La Ferriera produce[¹] coke, ghisa sferoidale, ghisa di affinazione e ghisa ematite. Sulla pericolosità, o meno, del processo di produzione non voglio pronunciarmi, invero, sono molte le associazioni che, a gran voce, da molti anni chiedono la chiusura di una fabbrica incastonata nel pieno della città. Quello che a me preme è capire come sia possibile che un’industria privata abbia per colpa o imperizia “sporcato” il mare di Trieste (quindi pubblico-demaniale) e nessuno, per quanto ne so, lo abbia fatto notare a chicchessia.
Marco: Una risposta certa non ce l’ho, ma sono sicuro che non è la parte di internet conosciuta e frequentata da tutti. Ecco, io credo che siano i piccoli blog come il tuo il vero centro di discussione di tutti quegli argomenti che richiedono un...
Marco: Credo che la definizione sia un po’ troppo generica; Facebook è notoriamente un’insieme di pecore senza pastore che seguono la “pecora dominante” del gruppo. Non mi stupisco che le risposte siano state di quel livello....
patrizio: Ragazzi la cosa che mi fa venire la pelle d’oca è vedere che non sono pazzo a cercare su Google un significato alla fine di una Serie che mi ha coinvolto emotivamente in una maniera indescrivibile! E come tutti voi ho sentito troppo...
Vergognosi: Siete proprio strani pero’..cercare di nascondere cose che neanche voi sapete di per certo..criticare chi si cerca di muovere perchè ci tiene alla vita non e’ buono..e neanche nascondersi dietro alla paura di morire giustificando...
Manu: Ciao. Come la maggior parte degli appassionati di Lost anch’io dopo l’ultima puntata sono rimasta alquanto perplessa e mi posta parecchie domande. Ho quindi letto diverse opinioni finchè sono arrivata a wikipedia che...