C’è poco da aggiungere alla notizia in arrivo dal Giappone. Un uomo, ora sessantatreenne (46 anni all’arresto), è stato scagionato da ogni accusa dopo diciassette anni di carcere. Nel 1991, la polizia considerò il DNA dell’uomo compatibile con lo sperma ritrovato “su” di una bambina di quattro anni uccisa nel maggio del 1990.
Il test del DNA, evidentemente ai suoi albori sperimentali, ha rovinato la vita di quest’uomo e io, dal momento che dell’uomo in questione non me ne frega un tubo, mi sono messo a pensare… mi sono messo a pensare – “ovviamente” – a Berlusconi e alla nostra Italia; mi sono messo a pensare a Cogne e Garlasco; mi sono messo a riflettere riguardo al fatto che, forse, quando uno dice – sono innocente – lo è veramente. Mi è venuto il dubbio insomma, anche se insensato, che Berlusconi abbia ragione: è tutta una cospirazione, è lui il buono.
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