Questo sito non è un blog, perché se lo fosse potrebbe venir scambiato per una testata giornalistica, ma tale cosa non è, dal momento che gli aggiornamenti sono saltuari e i contenuti più obbiettivi di quelli proposti dalle fonti governative italiane.
zZZzZ...

26 marzo 2010

Giappone: libero dopo 17 anni di prigione. Era innocente.

250px-Holliday_junction_colouredC’è poco da aggiungere alla notizia in arrivo dal Giappone. Un uomo, ora sessantatreenne (46 anni all’arresto), è stato scagionato da ogni accusa dopo diciassette anni di carcere. Nel 1991, la polizia considerò il DNA dell’uomo compatibile con lo sperma ritrovato “su” di una bambina di quattro anni uccisa nel maggio del 1990.

Il test del DNA, evidentemente ai suoi albori sperimentali, ha rovinato la vita di quest’uomo e io, dal momento che dell’uomo in questione non me ne frega un tubo, mi sono messo a pensare… mi sono messo a pensare – “ovviamente” – a Berlusconi e alla nostra Italia; mi sono messo a pensare a Cogne e Garlasco; mi sono messo a riflettere riguardo al fatto che, forse, quando uno dice – sono innocente – lo è veramente. Mi è venuto il dubbio insomma, anche se insensato, che Berlusconi abbia ragione: è tutta una cospirazione, è lui il buono.

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26 febbraio 2010

Dawn Brancheau muore; il parco: “cerchiamo nuovo addestratore di Orca Assassina, paghiamo bene”

orca_assassina_Dawn_BrancheauÈ morta la – così detta – addestratrice Dawn Brancheau, al parco acquatico Sea World di Orlando. La notizia in sé non è poi molto importante, anzi, non me ne frega assolutamente niente. Trovo sarebbe più interessante spendere due righe sull’iceberg grande quanto il Lussemburgo [2.586 km²] staccatosi dall’Antartide [ma perché devono sempre paragonare le misure con qualcosa? Mah!]

Se non è importante, perché ne parlo? È semplice, perché nessuno ne vorrebbe parlare. Appena avvenuto “il fatto”, è sceso il silenzio, anzi non il silenzio, è sceso l’ocusramento. Mentre è possibile morire davanti a tutti se sei un dissidente iraniano, quando muori dentro una calda e soffice costruzione capitalista deve calare il sipario. Che brutta pubblicità sarebbe, no?! (Anche se gioverebbe a terrorizzare il mondo con la fama dell’orca!)

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23 febbraio 2010

Savoia, ma che cosa hanno fatto (di buono) per l’Italia?

Viva San Remo, viva i Savoia. Così potrei iniziare la mia risposta se fossi filo-sabaudo. Potrei perorare la causa dei sanremesi e di quanto i Savoia abbiano combattuto per la loro libertà… ma non lo farò… mi spingerei troppo indietro e mi troverei a parlare di Genova e, dal momento che “tifo per la Serenissima” – ma tanto tanto -, non mi va.

Partiamo dal principio. Partiamo da dove l’Italia è iniziata secondo la politica che ancora oggi ci anima: Savoia -> Regno di Sardegna 1720 -> Italia monarchica 1870 -> (parentesi fascista) 1922 -> Italia repubblicana 1946.

Se i Savoia si amano, non c’è motivo di discutere: Avanti Savoia! Se i Savoia non si amano, ma ci si riconosce italiani, bisogna allora fermarsi e dire grazie. Ops! Mi sono dimenticato il punto di domanda! Bisogna dire grazie ai Savoia?

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8 febbraio 2010

Google Earth, 1943; mappe storiche

Oggi Google ha inserito in Google Earth alcune fotografie aeree risalenti alla seconda guerra mondiale che, allineate quasi[¹] perfettamente, permettono di verificare come le città sono cambiate gattopardescamente restando sempre le stesse. Correva l’anno 1943 (dicembre dice Google, ma per alcune città ci credo poco!) e la guerra imperversava già da quattro anni. Certo, la distruzione devastante del 1944-1945 doveva ancora arrivare, però l’effetto è – appunto – d’effetto, soprattutto per Berlino e Varsavia, già colpite duramente dai bombardamenti e dai combattimenti.

Germania, Italia e poi? E poi niente, per adesso. Le foto sono militari, scattate – ragionevolmente – per progettare i bombardamenti utili a “liberare”[²] l’Europa dal nazi-fascismo.

Per l’Italia sono state rese disponibili Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Torino, Venezia e Trieste. Per la Germania “del III Reich”: Strasburgo, Stoccarda, Augusta, Ratisbona, Norimberga, Bamberga, Francoforte, Magonza, Wiesbaden, Bonn, Colonia, Düsseldorf, Dortmund, Hannover, Amburgo, Lubecca, Kiel, Berlino, Dresda e Varsavia. Quindi altre, che però grossolanamente non ho colto. Per Berlino, e questo mi fa pensare che a breve arriveranno altre fotografie aeree, è possibile vedere le foto del 1943, del 1945 e del 1953, così da potersi rendere conto dell’intensità dei bombardamenti e della rapidità della ricostruzione.

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