Questo sito non è un blog, perché se lo fosse potrebbe venir scambiato per una testata giornalistica, ma tale cosa non è, dal momento che gli aggiornamenti sono saltuari e i contenuti più obbiettivi di quelli proposti dalle fonti governative italiane.
zZZzZ...

2 febbraio 2010

Berlusconi, propaganda di regime floreale

tags: fClD, governo <

Come rilevato dal sito PhotoshopDisasters, riporto testualmente la didascalia d’accompagnamento (p.s. bella considerazione gode il nostro Primo Ministro all’estero, eh): Oh Silvio. Io non ho problemi con i tuoi rapporti con la mafia, i tuoi affari da loggia massonica, la frode fiscale, il falso in bilancio, la corruzione di giudici, appropriazione indebita, seduzione di “giovani ragazze”, etc. Noi tutto facciamo questo genere di cose, ma quanto hai aumentato i tuoi sostenitori con Photoshop hai varcato la linea.

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Veniamo a noi! Nei riquadri di può notare il chiaro “effetto a specchio” utilizzato per tappare un probabile buco dietro al Presidente, mentre nei cerchi si possono notare i ritocchi chiaramente fasulli; i fiori, santo dio, avete visto i fiori?

In realtà le cose “strane” in questa foto – sempre di foto si possa ancora parlare – sono tante, una su tutte: Berlusconi. Nella foto il nostro Primo Ministro sembra dimagrito e con una faccia da discesa in campo 1990ish. A mio avviso è completamente irriconoscibile (foto dell’aprile 2008!), soprattutto se comparata a una sua immagine di soli sette giorni dopo, scattata il 25 Aprile 2008 a Onna, quando Berlusconi riabilitò i soldati della Repubblica di Salò sostenendo che – dobbiamo ricordare con rispetto tutti i caduti, anche chi ha combattuto dalla parte sbagliata sacrificando la propria vita ad una causa già persa -. Ma non sono qui per fare politica! Vediamo la fotografia.

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24 gennaio 2010

Censura democratica per un’Italia fascista, o viceversa

great-dictatorCensura fascista per un’Italia democratica. Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio, il 27 Gennaio tutto verrà appianato. L’Italia è l’unico paese del mondo occidentale a definirsi democratico ma a utilizzare gli strumenti di governo dittatoriali. Per il momento i carri armati non vengono mandati a sedare le manifestazioni di protesta, certo, siamo ancora un paese democratico e liberale, ma la strada è dannatamente in discesa verso la dittatura. Lo è da molto tempo sia ben chiaro, da quando un uomo come Berlusconi è sceso in campo. La dittatura è propaganda, è informazione, e chi controlla l’informazione controlla il pensiero della gente e chi controlla il pensiero della gente – con la menzogna o con “tette e culi” – è un dittatore. Cosa succederà il 27 gennaio? (Anche se si è parlato di travisamento e smentite semi ufficiali). Come ricorda il nouvelOBS, sulla scia di una normativa europea (2007/65/CE), dal 27 gennaio diverrà obbligatoria un’autorizzazione rilasciata dal ministero italiano delle Comunicazioni per “diffondere e distribuire su internet immagini animate, accompagnate o meno dal sonoro”. Un decreto estremamente inquietante, invero, viene così negata la possibilità di contestazione, la possibilità di pluralismo informativo (considerando l’informazione “ufficiale” come manipolata e assolutamente non all’altezza della situazione), la possibilità di cambiare il paese. L’ultimo punto, pensiamoci. Italia dei Valori, alle ultime elezioni, è riuscita a ragrannellare un 8% di consensi grazie a internet e De Magistris, così come Beppe Grillo, con il suo blog ha instaurato un rapporto “nuovo” di rappresentanza politica. Unilaterale, certo, ma pur sempre una novità. Con questo decreto quindi si blocca sul nascere qualsiasi ipotesi di complotto, per esempio la sicuramente erronea – ma con qualche dubbio – aggressione di Berlusconi. Anzi, dire che si blocca è sbagliato. Si irrigidisce. Ecco. Si obbliga la gente a tesserarsi nel partito d’opposizione al governo.

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16 gennaio 2010

Renzo Bossi, candidato Governatore; a ciascuno il suo

tags: governo <

cd_77_01Della Lega si può dire tutto, senza rischiare di sbagliare. Si può dire che sono dei reazionari stupidi, perché lo hanno spesso palesatodei bastardi razzisti, degli ignoranti colossali. Si può dire tutto, ma non che siano incoerenti.

Sono sarcastico!

La notizia del giorno, ignoranza e incoerenza a parte, supera però qualsiasi metafisica favola. Il figlio di Umberto Bossi, Renzo Bossi, è stato (verrà) candidato a Governatore della Lombardia. Che venga poi votato o meno ha poca importanza, anche perché più volte ho sostenuto il pensiero di Platone sulla pochezza della democrazia. La cosa grave è che un imbecille - perché questo è - segato TRE volte alla maturità, sfruttando vincoli di parentela, rischia di infiltrarsi nello Stato. Infiltrarsi… infiltrarsi… tanto che quello che ho scritto qualche giorno fa sullo scambio di concessioni di posti di lavoro nel pubblico impiego, calza molto meglio in questo caso, rispetto a quanto calzi nell’articolo “originale”. Senza dimenticare poi che Renzo Bossi – lo ribadisco – un cretino senza alcun merito (se non quello aver ripetuto per tre volte l’esame di maturità, che è solo un esame, certo, ma può dare qualche segnale di ignoranza patologica; che ha creato – e vorrei vederne la qualità – l’applicazione su Facebook “rimbalza il clandestino“) era già stato sistemato con 12.000€ al mese – alla faccia dei laureati costretti a lavorare in call center – grazie alle raccomandazioni del padre e degli amici di merende. Ma non era la Lega contro il nepotismo, l’inciucio, i fannulloni, l’inefficienza, etcetera, etcetera? No, certo, non dico che uno bocciato tre volte alla maturità debba suicidarsi o venir escluso dalla società civile, questo no, ma a ciascuno il suo.

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14 gennaio 2010

Rita Dalla Chiesa; Mafia, bravura o fortuna?

Lungi da me aprire vecchie ferite o criticare una persona che – oggettivamente – non mi va di criticare… studiando gossip contemporaneo mi sono imbattuto in una pagina che mi ha fatto arrabbiare.

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Nel definire l’Italia dagli anni 70-80[¹], in un paragrafo si sostiene che l’Italia era pervasa da meccanismi di costruzione del consenso basati sullo scambio tra concessione di posti di lavoro nel pubblico impiego e voto ai partiti di governo, mentre qualche riga sotto si ricorda il delitto del generale Dalla Chiesa. Un sobbalzo ci sta.

Non a caso? Io il sospetto lo ho sempre avuto. Nel 1982 un uomo dello Stato viene ucciso dalla Mafia; nel 1984 debutta come conduttrice Rita Dalla Chiesa – figlia del generale assassinato -.

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