Le promesse elettorali, generalmente, non vengono mantenute. La promessa elettorale, di questa volta, proposta da Silvio Berlusconi, e cioè di abolire l’ICI, speravo vivamente non sarebbe stata mantenuta… tra tutte le vaccate possibili, questa proprio non riesco a capirla. Vabbeh, questa volta mantiene la promessa e, perlomeno, rimane coerente, questa volta, con il suo “dire e fare”. Dove i comuni troveranno i soldi per rimpiazzare l’entrata sulla prima casa non lo so, ma chissene, insomma, che affondi pure nella melma che lui stesso crea. Basta solo si mantenga la memoria storica: quando scoppierà la bomba Stato Italiano, nessuno deve dimenticare chi ha contribuito (in massima parte) a distruggerlo. Se accetto in maniera così fatalista le scelte economiche di Tremonti (che mi pare si fosse opposto dicendo – cva i soldi non zi sono -) e Berlusconi, che scrivo a fare? Beh, è semplice. Il PD, ieri, ha proposto, senza senno come il cavaliere, che bisogna aiutare i disoccupati con assegni sociali… si insomma, il sussidio. Personalmente adoro l’idea, infatti, non c’è niente di più socialistico di questo, e sono molti i paesi che se lo possono permettere… ma noi no. L’idea non ha fattibilità. E allora, che scrivo a fare? Beh, mi sono infervorato a leggere la risposta di Berlusconi a riguardo, parlando con i giornalisti a Bruxelles: noi viviamo in Europa e abbiamo quindi vincoli europei, nonchè un enorme debito pubblico (1.700.000.000 / milleseteccentomiliardi di euro), per questi motivi il provvedimento proposto dal Pd, che costerebbe 1,5 punti del PIL, non è sostenibile. Per carità, questa volta non ha detto vaccate, il problema è un altro. Vi siete mai chiesti quanto è costato lo scherzetto del ici, in numeroni? (Benché una stima reale non sia immediatamente possibile). Ve lo dico subito! Questo “lusso” ha un costo stimato di 2-3 miliardi di euro (ovvero circa un punto percentuale del PIL). Quindi, per un “costo simile”, Berlusconi preferisce aiutare chi una casa la ha, lasciando (passatemi l’espressione) nella merda chi una casa non può permettersela. E mi ritorna quindi alla mente quella legge di Murphy: chi non può permettersi di pagare l’affitto è in affitto. Chi può permettersi di pagare l’affitto è proprietario. Il problema è proprio questo, scelte sbagliate o meno, si sta sempre più nettamente scavando un solco tra abbienti e non abbienti e questa cosa, a lungo andare, ha sempre generato disastri per gli abbienti (14 luglio 1789 docet), però la vita non è la storia in un libro! Tra la catastrofe e la rivoluzione, nel limbo nel mezzo nel quale ci troviamo, di noi diranno – vivevano proprio male. -
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