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La vita può essere vista da miliardi di punti di vista, uno per individuo; tuttavia la vita si muove secondo una sola tangente, la scienza. Non è possibile credere a spiriti ed energie, divinità e alieni, non è possibile dal momento che non esistono.
Nonostante non esistano però, in molti ci credono. Come mai?
Chiacchierando del più e del meno, ieri, mi sono ritrovato a parlare di orbs, particolari fenomeni ottici-fisici-mistici che, secondo il mio interlocutore, rappresentano gli spiriti dei defunti, la loro energia vitale, quel che resta del corpo dopo la morte, etc. Il discorso ieri è naufragato, perché ho erto attorno a me un muro di razionalità assolutamente invalicabile. Tuttavia non mi sono sentito soddisfatto… non mi sono sentito soddisfatto perché, alla fine, il mio interlocutore è andato via “convinto io sia troppo quadrato per capire”. Io sarò un quadrato, ma la società non è un cavallo e quindi io ci devo provare.
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[ Aggiornamento, 04 Marzo 2010 ]
Ti invito a leggere anche i commenti e a non farti influenzare dall’articolo, cioè ti invito a non firmare condanne a morte prima di aver letto i commenti… nello specifico quello di Felipe (ex Pollycoke.net owner).
[ Aggiornamento, 04 Marzo 2010 ]
Chi è Pollycoke? O meglio, cos’era Pollycoke? Un uomo, un dominio, una comunità? Mah. “Secondo Pollycoke”, paradossalmente, Pollycoke era più che altro un dominio, un dominio che al Mefistofele di turno è stato venduto: ho ceduto infine ad una delle taaante proposte ricevute da quando ho smesso di aggiornarlo e mi sono sbarazzato di quel che ormai per me rappresentava solo un peso sempre più enorme da sopportare [fonte]. È stata data anche una “versione” lunga all’annuncio di vendita, ma a noi basta questa corta.
Leggi tutto “Pollycoke venduto (Felipe pure); una cosa patetica e pazzesca [ma forse no]“…
In questi pazzi giorni di ispezione e di mediatica violenza ho riflettuto sul senso dell’immagine e su quanto facile sia manipolarla. Quando Niepce cominciò a studiare la sensibilità alla luce – inventando di fatto la fotografia -, probabilmente mai avrebbe potuto immagine che qualcuno, un giorno, avrebbe voluto alterare quella realtà così difficilmente catturata. Dopo cinquecento anni di “verismo” pittorico, da Leonardo a Monet – passando per il Canaletto e Bernardo Bellotto -, dove era possibile sensibilizzare la realtà attraverso l’occhio, la sensibilità e il tocco del pittore, oggi le cose non sono poi molto diverse. Ma se con la pittura l’artista può deformare la realtà, abbellendola o imbruttendola – ponendo il “fuoco” su di un soggetto in secondo piano o travisando la realtà -, oggi la fotografia permette di fare le stesse identiche cose, “ma con un ma”. Oggi si ricorre al foto-ritocco non per un senso propriamente artistico, ma per modificare la realtà verso quel che si crede essere meglio (o si è portati a credere): verso uno stereotipo. Se Picasso ha foto-ritoccato il mondo rendendolo “tutto strano”, noi oggi facciamo l’esatto opposto, dal momento che il più delle volte ricorriamo al foto-ritocco semplicemente per sembrare più normali, in una normalità tutta relativa ovvio. In un mondo di finzione, tutti possono migliorare. Non solo nell’immagine, anche nell’intelletto.
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Io non guardo Sanremo. Per principio. Tuttavia l’eco me lo devo annualmente sorbire: qualche canzoncina da quattro soldi fischiettata, il punteggio di share alle 23.21, lo sfarzo mancato e i tentativi di suicidio. Le solite cose. Questa volta l’eco è però diverso. Sanremo – diversamente dal solito – mi ha dato qualcosa di più. Per la prima volta da quando ho memoria[¹], dal palco dell’Ariston si è detto qualcosa di intelligente.
I N C R E D I B I L E!
No, non sono maschilista, il mio stupore non è dovuto al fatto che la cosa intelligente sia venuta dalla Clerici (che ora avrà difficoltà a tornare a condurre quel giochino imbecille dei cuochi [mi è stato segnalato nei commenti che non lo conduceva più]), lei è chiaramente intelligente perché – evidentemente – non vota PDL!
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