La foto [a fianco] non è immondizia; non sono i rifiuti tossici di una nuova centrale nucleare di Arcore; è casa mia, è l’angolo della raccolta differenziata. Quella stessa raccolta differenziata che molti italiani fanno e sulla quale oggi incombe – cupa e triste – la minaccia dell’inquinamento da idrocarburi.
n.b. A Trieste la raccolta viene fatta, ma pare non venga poi eseguita, nel senso che il triestino differenzia, mentre all’inceneritore egualitario finisce tutto nello stesso forno[¹].
Che senso ha separare Carta-Vetro-Plastica con certosina e maniacale perizia quando poi vengono scaricati un milione di metri³ di “schifezza” nel Po? Una goccia di olio inquina un m² d’acqua! Possono anche girare le palle, no? Vabbeh, a prescindere dalla enormità della catastrofe ambientale, Legambiente si è affrettata a sostenere come urga un coordinamento nazionale degli interventi delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Bertolaso sarà contento, una scopata all’orizzonte! Insomma, per l’imperizia di un privato, l’intero popolo italiano pagherà. Il WWF si costituirà parte civile contro i responsabili dello scempio, ma sappiamo bene come andrà a finire: i responsabili continueranno a fatturare e il processo cadrà in prescrizione, con buona pace dei leghisti che, in tempi padani, vorrebbero accertate le responsabilità. Niente di più.
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