Personalmente ritengo che un pericoloso mix di invidia e smania di protagonismo abbia portato noi tutti a voler rinunciare alla nostra privacy in nome di un valore ben più altro: il berlusconiano voler far parlare di sé. L’escalation rivelatrice, che ci porta a comunicare a chicchessia Nome; Cognome; Religione; Orientamento Politico; stona con la legga sulla privacy che impone i nostri dati sensibilissimi siano segreti per 70 anni [anche se la trasparenza in una società egualitaria non può che fare del bene (egualitaria!)]. Nonostante questa indiscutibile tendenza, senza avere niente da nascondere, ci sono alcuni piccoli accorgimenti che ci possono portare a limitare l’uso improprio dei nostri “dati sensibili” su Facebook. La pericolosità della divulgazione dei propri dati personali risiede non tanto nella divulgazione in sé, ma nella sua informatizzazione. Se con un pennarello nero scrivo in un cesso pubblico – A.A.A. amici cercasi -, il pericolo di compromissione è proporzionale alla possibilità di visualizzazione della scritta e il rischio di morte è proporzionale alla probabilità di trovare un maniaco sessuale-omicida. Ma se fosse possibile avere una lista cartacea ordinata per nome di tutti quelli che nel mondo hanno scritto con un pennarello sul muro di un bagno – A.A.A. amici cercasi -? Pensaci.
applicazioni esterne
Il pericolo più grande viene dalle applicazioni esterne. Quelle applicazioni che abbiamo autorizzato a interagire con il nostro profilo e delle quali ci siamo dimenticato del loro esistere. Sono pericolose perché non sono sviluppate ufficialmente[¹] da Facebook e – anche se debbono passare una “selezione” – non possiamo sapere chi il creatore sia o che cosa voglia prendersi dal nostro profilo. La soluzione più ovvia è non utilizzare alcuna applicazione esterna.
Insomma, diciamo le cose come stanno! I test di FB sono drammaticamente stupidi e il gioco non vale la candela. Non c’è alcun motivo di “regalare” la nostra vita per un “prodotto” così – generalmente – scadente. Ma se proprio non possiamo farne a meno però, almeno, è consigliabile scollegare l’applicazione una volta utilizzata. Per fare questo – e per ripulire il nostro profilo da autorizzazioni latenti – basta spostare il mouse sopra alla scritta Impostazioni (in alto a destra) e quindi cliccare Impostazioni applicazioni. Tra Utilizzate di recente e Autorizzate alla produzione, a questo punto, basta annullare l’autorizzazione per ogni applicazione. Gli effetti saranno retroattivi, tutti i test fatti in passato – il loro risultato per capirci – verranno resettati. Non esisteranno più sulla carta, invero, è probabile esistano da qualche parte copie di backup non autorizzate di questo e quello: qui non si tratta di risolvere i problemi (nemmeno cancellando l’account si possono risolvere… viene tutto loggato per sempre), si tratta di limitare i danni.
Potresti averne tante di applicazioni, bando alla ciance quindi, mettiti al lavoro fino a raggiungere un risultato simile a quello nello screen sopra.
informazioni di contatto
Un altro aspetto da considerare è controllare chi può contattarti su Facebook e vedere le tue informazioni di contatto e il tuo indirizzo e-mail (per evitare spam, ovviamente, la e-mail deve sempre essere nascosta). Inutile dire che bisogna rendere meno informazioni possibili, a meno che esplicitamente non le si voglia divulgare. Sullo scegliere cosa visualizzare non posso dare molti consigli, io ho disabilitato la visualizzazione del telefono (nemmeno inserito, ovviamente) e ho vincolato l’aggiunta del mio profilo alla condizione di venir aggiunto da un amico di un amico. Questa cosa mi impedisce di trovare l’amore della vita casualmente su Facebook, ma mi permette di limitare l’aggiunta di completi sconosciuti come “amici”. Un modo “un po’ più sicuro” per proteggere le proprie informazioni personali è – quando si vuole impedirne la loro visualizzazione – impostare l’accesso personalizzato autorizzando “solo io”.
aggiunta di un nuovo “amico scomodo”
Nonostante sia possibile modificare le impostazioni, “amico” per “amico”, tale pratica la considero molto insicura perché le informazioni vengono non standardizzate e si rischia di perdere il filo di Arianna permettendo solo a un gruppo di persone di visionare dei dati, mentre a un altro gruppo l’accesso è impedito. Il rischio di “incasinarsi” e magari di “dimenticarsi” di qualcosa o qualcuno è altissimo: per esempio, con due gruppi denominati – amici veri – e – amici che mi stanno sulle balle -, c’è il rischio di “dimenticare” che l’interlocutore non è potuto venire a sapere di un determinato evento perché inserito tra gli amici sbagliati. Come glielo spieghi? Il mio consiglio è di mantenere un comportamento equilibrato con tutti. Tuttavia può succedere di cambiare amici, che ne so, aggiungendo un collega di lavoro con il quale non si ha molta confidenza e che si usa come stimolo per “alzare il livello di FB”. Prima di accettare l’amicizia, dunque, è bene ripulire la propria bacheca personale dalle cavolate eccessivamente cavolate (a ritroso sino al giorno della creazione dell’account!!!!). Quando io aggiungo un nuovo “amico”, la prima cosa che faccio è andare a sbirciare cosa ha scritto in bacheca un anno prima… visto che “noi siamo quelli fighi”, evitiamo di farci prendere impreparati! Cancelliamo quel messaggio nel quale si annunciava un qualcosa che poi non è avvenuto – domani parto per la Spagna! -, ovvero, cancelliamo quel messaggio scritto alle 4 di mattina con 12 Martini Dry in corpo. Etc.etc. Anzi, per evitare di perdere ore e ore ogni volta che si vuole “cambiare tenore di amici”, è buona norma – ogni 2 o 3 mesi – rivedere sistematicamente il proprio pensiero, censurandolo.
Per un futuro più ipocrita e felice, dove il Grande Fratello siamo noi. Per una volta!
[ Aggiornamento, 5 Feb. 2010 ]Un po’ me la sono chiamata. Ho cancellato l’account di Twitter e ridimensionato moltissimo Facebook. Il mio profilo: http://www.facebook.com/sugli.alberi.le.foglie … e considera che “gli amici” non vedono poi molto di quello che vedi tu da sconosciuto. :P
[ Aggiornamento, 6 Feb. 2010 ]
Ho automatizzato la procedura di pulizia della propria bacheca-wall su Facebook. L’articolo è questo: “Pulire e ripulire la Bacheca-Wall di Facebook con iMacros”
[¹] considera che un recente leak informativo ha portato a dubitare moltissimo dell’affidabilità degli stessi “di Facebook”. Dai una letta qui.
- False pagine di Facebook è pubblicità virale. Non abboccare Non voglio indagare sul perché una persona clicchi ed entri in un gruppo che le promette account VIP, chat speciali e amenità del genere, su questo non voglio indagare, ma sul processo mentale che porta a credere queste proposte siano vere, sì. 1) se l’applicazione propone una feature “ufficiale” di Facebook, perché non è Facebook a pubblicizzarla? 2) se per attivare l’applicazione sono richiesti...
- Facebook è per bambini, ma programmato da pedofili. È ufficiale. Nonostante ci sia dentro, per motivi originariamente chiari [link] e ora oscuri [link], oggi ho avuto la conferma dell’idea che mi sono fatto dopo “un annetto di Facebook”. Facebook è per bambini. La sicurezza informatica è cosa “recente”, e un modo molto insensato di proteggere gli account è impostare domande segrete. “Segrete”. La prima (e ultima!) volta che ho abusato di questa funzione di...
- Governo contro Facebook; chi è più scemo? Su Facebook è stato recentemente rilevato[¹] un gruppo denominato “UCCIDIAMO BERLUSCONI”, creato il 10 Ottobre 2008[²] e “denunciato” da Maroni più o meno un anno dopo. L’idea che la persecuzione del gruppo di FB, oggi, sia strumentale o quantomeno correlata alla lettera di minaccia contro Berlusconi-Fini-Bossi, è palese. Ma non sono qui a discutere di questo, invero, solo uno stolto prenderebbe seriamente una lettera di minaccia...












#1 Commento by kyklops — 20 gennaio 2010
Posso dare qualche ulteriore consiglio:
- limitare l’accesso alla bacheca al massimo agli amici di amici: è possibile che tu lo voglia, ma attualmente posso leggere sulla tua bacheca.
- evitare che quando si è taggati in una foto compaia il relativo intervento sulla tua bacheca di chi è proprietario dell’album: in questo modo se ho accesso alla tua bacheca (come l’ho adesso) posso sfogliare per intero l’album in questione (in cui magari compari solo in un paio di foto) anche se nè te nè chi pubblica le foto mi da l’accesso al tab “foto” dalla propria pagina. In questo modo posso vedere le facce e i luoghi che frequenti.
Personalmente non sono un nostalgico di quel che scrivo sulla mia bacheca: rimuovo tutto ciò che è più vecchio di 3 settimane.
Ho raggruppato gli amici in gruppi per “affinità” (amici da una vita, amici da 2 mesi, etc.), luogo (amici di Roma, amici di Milano) e contesto (amici di scuola, collegni di lavoro) e mi ci trovo bene. Chiaramente ogni amico può appartenere a più di un gruppo e ogni gruppo ha un diverso grado preimpostato di fruizione dei miei dati. Poi, per ogni cosa che scrivo sulla bacheca, posso ridefinire (icona del lucchetto) chi la vedrà agendo sui gruppi (raramente ad personam).
Per chi ha manie di protagonismo o vuole pubblicizzare la propria figura professionale consiglio in generale di non usare il profilo personale, ma piuttosto di aprire una pagina con il proprio nome.
#2 Commento by Michel Giovannini — 20 gennaio 2010
i consigli sono sempre bene accetti. Ciao ^^
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