Questo sito non è un blog, perché se lo fosse potrebbe venir scambiato per una testata giornalistica, ma tale cosa non è, dal momento che gli aggiornamenti sono saltuari e i contenuti più obbiettivi di quelli proposti dalle fonti governative italiane.
zZZzZ...

6 gennaio 2010

Legalità vs Libertà. Bodyscanner: la rivoluzione francese marziana

SchermataIl dilemma che ha attanagliato la Francia rivoluzionaria era il peso che le parole libertà, fraternità legalità dovevano avere tra loro, invero, la Rivoluzione le aveva portate “in voga” su di un piano paritario. Non sarebbe passato per la testa a nessuno di dire: vogliamo la libertà al 76%, la fraternità al 45%, la legalità al 67%. Oltre che insensato, sarebbe stato uno slogan poco efficace.

In questi giorni, dopo il fallito attentato di Detroit e l’accettazione dell’introduzione del body scanner nei maggiori aeroporti mondiali (Italia compresa), la contrapposizione rivoluzionaria tra legalità (considerata come sicurezza) e libertà, a mio avviso, si sta manifestando nuovamente. Se Bonaparte dette un giro di vite sulla libertà in favore della legalità, io non mi spiego come sia possibile i governi di oggi seguano lo stesso esempio in maniera così spasmodica.

Rinunciare a un po’ di libertà in favore della legalità (o sicurezza che dir si voglia), oggi, è insensato perché questa escalation reazionaria non ha fondamento alcuno. Non è possibile ledere la libertà di milioni di persone a causa di uno o due terroristi. In italia, ogni anno, muoiono circa 200.000 persone per malasanità, alcolismo, incidenti domestici, smog, incidenti stradali, etc.Quanti morti ha causato il terrorismo islamico nel mondo dall’undici settembre 2001 a oggi? Le cifre non le ho, ma a occhio e croce, aumentando il numero drammaticamente per eccesso possiamo dire, tra Undici Settembre e “guerra di pace”, 10.000 morti.

2.000.000 circa in Italia, contro 10.000 morti per “terrorismo”, 1000 circa all’anno, statisticamente. Curioso.

La “risposta al terrorismo” è dannatamente spropositata rispetto alla reale entità del fenomeno. Fenomeno che sicuramente esiste e che inspiegabilmente fa il gioco dei governi neo-liberali occidentali: non serve essere storici o soldati per capire come il terrorismo aeronautico sia – nel complesso – fallimentare. Certo, l’Undici Settembre è stato un bello shok, ma le possibilità un aereo venga dirottato – e non grazie alla repressione occidentale – sono molto più basse rispetto all’evenienza di un cedimento strutturale o la perdita di un motore. Quanti sono gli aerei – nel mondo – che precipitano ogni anno per cause estranee al, così detto, terrorismo? Il giro di vite non si spiega. Questa tattica, inoltre, è fallimentare. Quella dei governi, ma anche quella dei, così detti impropriamente, kamikazee. I kamikazee giapponesi hanno combinato qualcosa di “buono” dal 1944 al 1945? No. Assolutamente no. Gli uomini bomba hanno giocato un ruolo importantissimo a livello psicologico, ma a livello tattico i loro risultati sono stati minimi (se non quello di accelerare la volontà americana di porre fine frettolosamente alla guerra). Il problema del kamikazee, in realtà, non è nemmeno la scarsità di risultati ottenuti. La cosa più sciocca per un kamikazee è darsi la morte. Eh sì… dopo l’addestramento il kamikazee (oggi come ieri) pone fine al ciclo d’esperienza iniziato con l’addestramento e che ha raggiunto il culmine nell’impiego operativo[¹]. Oggi, i terroristi, dopo un addestramento – anche se patetico immagino avvenga – muoiono senza la possibilità di reiterare il frutto dello studio. Per paragone, sarebbe come studiare per 20 anni Fisica e Matematica e, dopo la prima equazione, morire. Uno spreco di risorse umane incredibile.

L’inutilità della contrapposizione tra Legalità e Libertà è quindi giocoforza schizofrenica, perché si basa sul presupposto che questa fantomatica Al-Qaeda sia composta da imbecilli che, consapevoli di dover superare milioni di controlli agli aeroporti, continueranno questa spettacolare tattica suicida all’infinito. Sì, insomma, non serve essere dei geni per capire che il baratto propostoci si basa sul niente. La Libertà tolta a 360° copre solamente l’1% della nostra vita (e nemmeno quello per chi non vola o per chi non abita-lavora in qualche grattacielo). Il giorno che i terroristi, così detti, inizieranno a piazzare bombe invece che farsi saltare in aria, ci sarà da ridere. Metteremo body scanner anche per andare al cesso?

Il punto è che siamo completamente in balia della globalizzazione, poiché la guerra non è più al fronte, ma è dentro a casa nostra. Almeno questo è quello che vogliono farci credere, anzi, che devono farci credere, perché se a qualche bambino (e non solo) venisse in mente di chiedere - mamma, ma perché i terroristi ci terrorizzano? -, noi non vorremmo rispondere. In realtà Bin Laden è stato dannatamente chiaro a riguardo e quindi a me scoccia, sinceramente, rinunciare alla libertà, principalmente, per tutelare il Sionismo internazionale. Questa cosa, inoltre, mi scoccia doppiamente, perché il Sionismo, a oggi, ha fatto ben più morti di quanti ne abbia fatti il terrorismo di Al-Quaeda, se si pensa che in soli 20 giorni gli israeliani hanno fatto fuori 5.300 persone nella “Operazione Piombo Fuso”…

In conclusione, io sarei anche pronto a rinunciare alla Libertà in nome della Legalità internazionale, ma dal momento che la mia (implicita) rinuncia alla libertà è fautrice di illegalità, non vedo perché accertare quietamente tale cosa. Invece di fare guerre e investire nella sicurezza, perché non dialogare con i terroristi invece di terrorizzare il popolo terrorizzato? Parliamoci chiaro, quante persone conosci che, anche indirettamente, sono state coinvolte in un attacco terroristico? Quante sono, invece, le persone che conosci essere state vittima di malasanità, incidenti domestici, smog, incidenti stradali, etc? Se la risposta è almeno 0/1, forse converrai con me che la strada imboccata è completamente sbagliata.

Come aveva profetizzato il film Atto di Forza per i body scanner, mi vien da pensare sinistramente al prossimo passo: privatizzare l’aria, così da renderci finalmente tutti un po’ più schiavi.

[¹] esattamente come stupidamente i piloti giapponesi rifiutavano i paracadute per questione d’onore con il risultato che nel 1942 i piloti migliori erano tutti morti.

  1. Crisi Fini-Berlusconi. Popolo delle libertà vs AN-Fini vs Lega, chi vincerà? Dopo diverso tempo ho deciso di scrivere qualche riga. Il mio silenzio è sintomatico, non è che non scrivo perché non ho tempo, ma perché non ne ho voglia. La situazione attuale e a metà tra il paradossale e il “già avvenuto”, perciò non so dire se la mia riflessione storico-politica (non scrivo, ma continuo a pensare! uh!) sia corretta o meno. L’unica cosa...
  2. A.A.A. Cercasi Generale per rivoluzione sociale Quando ho votato nell’aprile del 2006, ho votato sapendo che sarebbe finita. Non sapevo quando, ma lo sapevo. La degenerazione partitocratica aveva già raggiunto il suo minimo relativo con il governo Berlusconi II e oggi, con la caduta di Prodi, penso si sia raggiunto il minimo assoluto. Non v’è alcuna alternanza politica, qui si vota semplicemente per il meno peggio; tuttavia la memoria storica...
  3. “In fatto di libertà di stampa” la stupidità è universale In fatto di libertà di stampa, oggi, la Germania si posiziona al 17° posto ed è indicata come nazione “libera”. Con questo nuovo Disegno di legge scalerà ancora la classifica. L’Italia, invece, è al 72° posto (penultima in Europa, peggio della Corea del Sud e ad ex aequo con l’India) ed è ritenuta “parzialmente libera”. Se la legge bavaglio dovesse diventare realtà, sprofonderebbe ancora...
(0%) (0%)

6 commenti »

  1. #1 Commento by Renée 6 gennaio 2010

    Lo sai quanto mi “scocci” l’ammetterlo, ma sono PIENAMENTE d’accordo con TUTTO quanto descritto, in maniera semplice e comprensibile a tutti!


  2. #2 Commento by Alvio 6 gennaio 2010

    Ninente da dire a parte sulla questione paracadute dei giapponesi, oltre il fatto che non si sarebbero mai lanciati per questione di onore la cosa è iniziata anche perchè il paracadute occupava spazio, e loro preferivano avere più mobilità nell’abitacolo per combattere meglio.


  3. #3 Commento by Michel Giovannini 6 gennaio 2010 commento autore

    Che nello Zero i movimenti fossero limitati è vero, tuttavia sono partito dal presupposto che il lanciarsi con il paracadute equivaleva alla “resa” e la resa – anche se non era detto venire di fatto catturati – non era contemplata dal codice d’onore. Problema logistico o morale a parte, è innegabile che la maggior parte dei “veterani” giapponesi sono morti entro il 1942, rendendo al Giappone la difesa quantomai disperata. Se gente come Ruddel o Hartmann avesse messo da parte il paracadute per far posto all’onore, la guerra in Europa sarebbe finita nel 1941 ;)


  4. #4 Commento by Renée 8 gennaio 2010

    1. perché li chiami semplicemente PERSONE e non PALESTINESI (Operazione del piombo fuso)murati viti nella Striscia di Gaza (un territorio sassoso e privo di qualsiasi risorsa)ovvero Davide contro Golia, dove a vincere è però è sempre il più forte Golia, non avendo Davide nemmeno un’efficace fionda…
    2. E se Hitler non fosse stato mal consigliato per le manie di grandezza di un Generale che voleva conquistare l’Inghilterra via cielo, la guerra in Europa sarebbe finita nel 1940, poco dopo il suo scoppio…


  5. #5 Commento by Renée 8 gennaio 2010

    *è però e sempre


  6. trackbacks

    1. In un mondo di finzione, tutti possono migliorare

Lascia un commento