Per quasi un anno ho “combattuto” contro i sostenitori delle scie chimiche. Perché lo ho fatto? Perché è la cosa giusta da fare. Per portare avanti questa battaglia ho realizzato diversi filmati… filmati andati persi, oggi, dopo che sono stato bannato da YouTube. Mea culpa non ne ho conservata una copia.
Per fare il punto della questione, anzi il punto-a capo-punto, vediamo di analizzare il pensiero e le tesi che portano alcune persone ad affermare che le scie di condensazione degli aerei sono, in realtà, rilasci di sostanze chimiche deliberatamente immesse nell’aria per uno scopo stabilito.
Per “l’accusa” considerò i due maggiori siti italiani sul presunto fenomeno, cioè sciechimiche.org e tankerenemy.com (due siti simili nel pensiero ma diversi nella sostanza). Per “la difesa” considererò principalmente la ragione e il C.I.C.A.P.
Secondo i complottisti le scie di condensazione esistono, ma quelle che vediamo nel cielo al passaggio di un aereo sono, in realtà e nella maggioranza dei casi, delle scie chimiche.
Da che cosa sono composte le scie chimiche? Le analisi più accreditate a livello mondiale accertano la presenza e l’alta concentrazione di sostanze chimiche quali sali di bario, ossido di alluminio, calcio, potassio, magnesio, torio, quarzo [e in altre zone] si riscontrano oltre ad alluminio e bario anche titanio, bromuro e batteri che normalmente vivono negli alti strati dell’atmosfera e che inglobati da questi aerosol chimici sono trasportati a terra, con inimmaginabili conseguenze sulla salute dell’uomo.[fonte]
In realtà, nessuna prova ufficiale ha mai portato a considerare che sali di bario, ossido di alluminio, calcio, potassio, magnesio, torio e quarzo – in quantità non specificate – possano nuocere alla salute, inoltre, ho seri dubbi che a 6000 metri possano esistere realmente dei batteri, ma non ho fatto il liceo scientifico, quindi taccio. Non avrò fatto scuole scientifiche, ma so per certo che se nell’aria troviamo dello zucchero, questo non vuol dire la sua assimilazione faccia “bene”, dal momento che ne ignoriamo la quantità… dello zucchero < 0,1 mg < 0,01mg/m³. Tutte le cifre espresse nei molti siti cospirazionisti sparsi per la rete, quando presenti, sono sbagliate oppure non verificabili oppure tendenziose. Senza considerare che le analisi chimiche (se mai eseguite scientificamente) si basano sull’analisi al suolo! Nessuno ha mai noleggiato un aereo per andarle a prendere “l’aria in quota” e quindi mi domando: per quale principio una scia sopra la mia testa è realmente sopra la mia testa? per quale principio una scia effettivamente sopra la mia testa cadrà realmente sotto i miei piedi?
Chi le rilascia? Numerosi testimoni hanno riportato di aver visto scie chimiche irrorate da aerei bianchi senza livree identificative [tanto che] nel 2003 il S.U.L.T.A. (Sindacato Unitario Lavoratori Trasporto Aereo) fece una denuncia[¹] presso la Procura di Civitavecchia nella quale si sottolineava un anomalo traffico di aerei senza insegna.[fonte]
“A naso” posso ritenere che gli aerei con livrea bianca avvistati a terra siano normali aerei di linea in attesa di essere dipinti. Mi pare la soluzione più plausibile, poiché se fossi un criminale che può (come vedremo dopo) pagare miliardi e miliardi di euro per reggere il sistema delle “scie chimiche”, mi preoccuperei di spendere qualche spicciolo in più per dipingere gli aerei in modo da farli risultare – non sospetti -.
Per gli aerei in volo, fotografati come bianchi, credo entri in gioco: la luce del sole, la distanza che sfoca, l’effettiva tendenza al bianco delle livree di tutte le compagnie aeree mondiali.
Perché? Controllo climatico; implicazioni militari; test biologici su popolazione non senziente.
Fine. Il mio articolo mefistofelico non si propone di sentenziare contro le scie chimiche, poiché non sono un chimico e non posso parlare di chimica. Uno quadro esaustivo riguardo la questione è stato però dato dal C.I.C.A.P. che ha affermato come le scie chimiche esistano, ma con un altro nome, cioè con quel nome originale che i complottisti non accettano: scie di condensazione.
Condividendo la posizione scientifica degli scienziati, che si contrappone a una posizione scientifica degli amatori o pseudo-scienziati[²] c’è da chiedersi perché io ora stia qui a scrivere questo. È semplice. La questione mi ha toccato direttamente; quando ancora bazzicavo per YouTube, una sera, mi sono imbattuto in un filmato complottista nel quale viene affermato che le scie chimiche provocano una malattia della pelle denominata morgellons.
Si da il caso che, guardando quel video, io abbia scoperto di esserne affetto (le conseguenze pratiche sulle mie mani sono diverse da quelle del video-della fotografia sopra riportata; tuttavia, senza le dovute creme e con un minimo di volontà lesionista, posso procurarmi lo stesso tipo di piaghe nel giro di qualche settimana). Sì, ho la psoriasi che – esattamente come i complottisti chiamano le scie di condensazione, scie chimiche – l’autore del video ha chiamato in un altro modo. Secondo un rapporto organico che rende inseparabile questo da quello[³] l’immagine non è quello che è, ma è quello che la didascalia di accompagnamento riporta.
Nei bei tempi andati, sentendomi offeso da questa criminosa et opportunistica imprecisazione medica, ho combattuto contro le scie chimiche argomentando principalmente su tre questioni di carattere
- Storico;
- Economico;
- Logico;
Confutazione sul piano storico: i complottisti sostengono [link] che se si confrontano le scie presenti nei nostri cieli oggi e quelle che vedevamo 20 anni fa ci si accorge di una qualche sorta di differenza. In realtà le scie chimiche scie di condensazione sono sempre esistite.
Affermare che le scie di oggi sono diverse da quelle di ieri è pura opportunistica necessita (ritornerò sull’argomento, in seguito).
Confutazione sul piano economico: i complottisti implicitamente ritengono che queste – come le chiamano loro – irrorazioni, portino a dei benefici per i committenti. Come potrebbe essere altrimenti? Le alterazioni climatiche (attenzione, è possibile far piovere o evitare che piova [fonte], ma questo non è controllo climatico è controllo metereologico), considerando la logica economica di ricavi-costi, costano troppo! Secondo i complottisti gli aerei impiegati in questa operazione mondiale sono centinaia, se non forse migliaia. Il costo di manutenzione per ogni singolo aereo – senza considerare il costo all’acquisto-produzione dell’aeromobile – si aggira attorno ai 5000€ all’ora! Se sono 100 aerei, nel mondo, ogni ora essi costano 500.000€! Il rientro economico, dal momento che non portano passeggeri e che quindi il costo lordo è in realtà il costo netto, non c’è poiché queste operazioni si basano sul lungo periodo. È impensabile sostenere possa esistere una multinazionale privata capace di far fronte a spese di 500.000€ al giorno per 20 anni… e anche se vi fosse un governo ovvero un qualche servizio segreto dietro a tutto questo, magari americano, gli alti costi sostenuti sarebbero in contrasto con la situazione economica mondiale, che vuole il paese più ricco (the U.S.A.) avere difficoltà di riparazione dei tank danneggiati nelle sue guerre di pace [fonte].
Confutazione sul piano logico: alla luce della confutazione sul piano storico, dal momento che la confutazione sul piano economico potrebbe non reggere, v’è da domandarsi perché Straker (capo della “fondazione” TankerEnemy) abbia avuto la necessità di acquistare [link] un telemetro e di falsificare [link - link] i dati empiricamente estrapolati dalle osservazioni meccaniche. In breve: Straker (alias Rosario Marcianò) convince i suoi sostenitori della necessità di dimostrare che gli aerei rilascianti scie di condensa volano più bassi della teorica quota minima utile alla loro formazione; acquista il telemetro; effettua delle rilevazioni; espone i dati delle rivelazioni. Fino a qui tutto normale, il processo rientra nella logica galileiana, il problema è che il telemetro non lo ha acquistato (poi, pare di si) e i dati sono stati manipolati.
Io ora la ho fatta corta, ma vi invito veramente a leggere “la storia del telemetro” perché fa morire dal ridere. Sul piano logico quindi, in linea di massima, si può sostenere che se uno dei massimi esponenti del movimento “scie chimiche italiano”, colui che va in televisione a parlare di fisica, chimica, medicina, etc. è un factotum mancato [link], in torto e – quel che è peggio – in malafede, come è possibile credere agli altri che la pensano come lui?
La domanda è opportunistica, me ne rendo conto, e so di porgerla unicamente per uscire dal discorso, per congedarmi con un piccolo quadro riassuntino del “fenomeno” per il quale ho già perso troppo tempo [maledetta Google!] e sul quale non voglio più tornare.
Una consolazione la ho. Un anno di tempo perso a “combattere” questa gente mi ha portato a rientrare in una speciale classifica di “occultatori”, cioè di coloro che agiscono a danno della verità, stilata con un chiaro intento persecutorio (nome, cognome, mail, indirizzo, numero di scarpe) e riportata ovunque nei siti lemming riguardanti le scie di condensazione. Il mio nome, ripetuto due volte e pure storpiato – nella seconda – in un italico Michele, si trova a metà classifica [link]. Sì, lo so. Avrei potuto fare di più!
[¹] il link rimandava a una “pagina morta” di rainews24.it.
[²] c’è un termine inglese che si presta bene: wannabe (o newbie, italianizzato in niubbo).
[³] Franco Farinelli, Geografia – un’introduzione ai modelli del mondo cap. 21














#1 Commento di massimo del guasta — 29 ottobre 2009
Ciao
Per motivi professionali mi occupo di nubi con remote sensing LIDAR, e quindi anche di “contrails”.
Buona idea combattere come fai tu le bufale come quella delle scie chimiche. Se posso aggiungere qualcosa a quanto dici nel tuo sito, c’e’ da considerare che le masse d’aria in cui secondo alcuni verrebbero riversati aerosoli pericolosi non e’ che cadano a piombo sulla nostra testa…. Come puoi vedere dalle backtrajectories HYSPLIT delle masse d’aria che metto regolarmente ogni ora sul mio sito LIDARMAX, magari passano giorni prima che l’aria “sporca” raggiunga terra, e poi chissa’ dove! in genere a migliaia di chilometri. Per avere una caduta “a piombo” delle particelle queste dovrebbero essere grosse diciamo centinaia di micron… come la pioggerella… ma allora le scie non sarebbero belle dritte come le vediamo e come ce le mostrano i creduloni. Quella delle scie chimiche mi ricorda, attualizzata, la diffusissima balla delle vipere buttate col paracadute, caratteristica della precedente generazione: Mai un testimone diretto, mai un paracadute recuperato, ma tutti sicuri della cosa. Forse abbiamo proprio bisogno di queste leggende metropolitane. Forse e’ piu’ un problema da psicologi che da atmosferici
ciao
dr Massimo Del Guasta
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#2 Commento di Michel Giovannini — 29 ottobre 2009
Ciao Massimo,
hai ragione, la questione andrebbe analizzata su di un piano prettamente psicologico (in alcuni casi psichiatrico).
Mi fa piacere la mia “piccola voce” sia giunta a qualcuno di competente, in grado di considerare la realtà in maniera scientifica e non fumettistica, e ovviamente accetto completamente la tua considerazione sulla possibilità di un’efficace analisi chimica al suolo ;)
p.s. quella delle vipere con il paracadute, non la sapevo! ahah
Un Saluto, Michel
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