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Roma ideale

Nel XIX secolo, Ranke, Macaulay e Meyer, tre storici diversissimi tra loro, convenivano nel considerare Tucidide († post 397 a.C.) come lo storico per antonomasia; tuttavia noi – oggi – non avremmo ereditato la storiografia tucididea senza l’audace intervento di alcuni romani che resero la storiografia greca la storiografia dell’impero romano… e soprattutto non avremmo le storie nazionali senza l’esempio della storiografia romana, e più specificatamente senza l’esempio di Livio († 17). Ad ogni modo, la storiografia greca non sarebbe un buon punto da cui cominciare questo copia e incolla creativo, invero, essa non fu un qualcosa di unico.

Roma ideale (1/2) – Roma prima di Roma: perché nasce la nostra storiografia. Si tracciano le fila della storiografia, da Erodoto a Tacito, passando per la storiografia persiana ed ebraica.

Roma ideale (2/2) – Tra archeologia e storia.1 Si ripercorre l’idea della translatio, da Roma a Costantinopoli, da quest’ultima ai franchi e poi i sassoni, cercando di tracciare il quadro dell’umanesimo italiano, connesso alla città di Roma, l’antiquaria e l’archeologia, da Lovati alla Controriforma.

Bibliografia

A. Giardina, A. Vauchez, Il mito di Roma. Da Carlo Magno a Mussolini, Laterza, Roma-Bari, 2000.
A. Momigliano (a cura di Riccardo di Donato), Le radici classiche della storiografia moderna, Sansoni, Firenze, 1992.
F. Gilbert, Machiavelli e Guicciardini. Pensiero politico e storiografia a Firenze nel Cinquecento.
G. Clemente, Guida alla storia romana, Oscar Saggi Mondadori, Milano, 2008.
R. Weiss, La scoperta dell’antichità classica nel Rinascimento, Antenore, Padova, 1989 (ed. orig. Oxford 1969).
O. Diliberto, “Umanesimo giuridico-antiquario e palingenesi delle XII tavole”. 1, Ham. 254, Par. Lat. 6128 e Ms. Regg. C. 398. ASGP 2005 50: 83-116.

Note

  1. Archeologia è una parola pregnante per indicare quel che noi chiamiamo studi antiquari, invero, essa non esiste prima del tardo Umanesimo. L’approssimazione più vicina era la parola archaiologos, come appariva in Platone; parola astratta, come le tante che i sofisti tendevano a inventare che, nel V o nel IV secolo a.C., voleva significare opere di storia arcaica, di storia delle origini. L’Archeologia giudaica di Flavio Giuseppe è una storia degli ebrei dalle loro origini fino ai tempi di Giuseppe; L’Archeologia romana di Dionigi d’Alicarnasso è una storia arcaica di Roma. Nell’età ellenistica la parola perse il significando che aveva in Platone, ma senza definire bene che cosa archeologia volesse dire: questo cambiamento di significato però indica che gli antichi non erano capaci di fare una chiara distinzione tra storia vera e propria e un differente tipo di ricerca che ha che fare con il passato, senza essere storia. E tale ambiguità e andata ancora avanti sino all’Umanesimo.
31 luglio 2012