Questo sito non è un blog, perché se lo fosse potrebbe venir scambiato per una testata giornalistica, ma tale cosa non è, dal momento che gli aggiornamenti sono saltuari e i contenuti più obbiettivi di quelli proposti dalle fonti governative italiane.
zZZzZ...

Politica

Una qualsivoglia proposizione, articolata, mossa contro la politica, deve rigorosamente venir a contatto con la necessità di trarre delle conclusioni subordinate a una condizione logica concreta; tuttavia la politica è semplicemente un sillogismo eristico, cioè si basa su premesse che sembrano apparentemente probabili, dove le premesse sono l’esistenza imposta, mentre l’apparente probabilità non è altro che la conseguenza data dalla premessa stessa; il confronto dialettico quindi, che sposta il senso della ragione dalla logica alla prevaricazione, è completamente insensato.

Io non voglio cadere nel tranello e non voglio assolutamente, per sudditanza o riflesso, partire da un punto di vista così svantaggioso… sono un fervente democratico, anche se può non sembrare, credo fermamente la società debba applicare il libero arbitrio alle questioni della società; tuttavia rinnego, categoricamente, la democrazia rappresentativa partitocratica e il suo vizioso esistere; il suo idiota argomentare. Sono furioso! E la mia ira è diretta ai politici e a tutti coloro che, sfruttando il perbenista mondo libero moderno, fanno della democrazia uno strumento d’oppressione.

Io sono per il terrore di Robespierre, le mezze misure non esistono. Sono anni che combatto, in un combattimento unilaterale, per convincere – e convincermi – che la rivoluzione sia possibile, ma lentamente sto scivolando anche io nel tedio dell’impossibilità di cambiamento. Sì, sì, sto invecchiando, ma non solo. Quando ho scritto Demokratia ero ricolmo di buoni propositi, mentre ora, dopo alcune esperienze negative incentrate attorno all’effettiva incapacità, per i più, di idealizzare l’autoregolamentazione, mi sento come fossi senza fiato, con il cervello disidratato. Sì, insomma, Platone aveva ragione; tuttavia, quel poco di democratico che ancora c’è in me mi spinge a riportare le sintesi del mio attuale pensiero politico (che sono costantemente intento ad argomentare nei miei scritti; scritti che non sono questo blog!)

No alla partitocrazia! Il sistema politico italiano è allo sfacelo; i rappresentanti del popolo sono sempre gli stessi, da generazioni. Il quarto, autocorrettivo, potere dello Stato deve venir eliminato poiché ha stravolto completamente il senso della democrazia. La partitocrazia agisce nell’ambito dell’illegalità legalizzata. Illegalità poiché la volontà morbosa di accaparrarsi il potere legislativo, nonostante si abbia dato, da molto tempo ormai, una chiara manifestazione d’incompetenza, unicamente per proprio tornaconto o per regionalismo cinquecentesco, non può avere altra concezione diversa da questa. La classe dei politici di professione è una realtà criminale che va stroncata nel suo elegante e sfarzoso, ma pateticamente insensato, ultimo tentativo di sbancare il banco. Alea iacta est! Il potere, in un contesto democratico, deve appartenere completamente al popolo, cioè a coloro che lo esercitano e lo subiscono, per una più ragionevole concezione del presente nel reale contesto: socialismo nazionale; democrazia diretta.

No alla religione! Lo Stato italiano è contaminato sin dalle fondamenta dal folclore religioso e dall’irragionevolezza cattolica. Follia collusiva a nostro danno ad opera di un’organizzazione che ha dato reiterata testimonianza d’intolleranza e meschinità, avendo lei imposto il proprio esistere con l’ausilio di armi, terrore e falsità filologiche; la libertà di credere, o meno, deve essere totale, giacché se non è possibile imporre l’esistere di uno Stato svincolato dalla religione, e quindi ateo, per quel concetto costituzionale di minoranza e maggioranza che abbiamo imparato a ritenere importante, non è nemmeno possibile concedere al credo di fare perno sulla questione della giurisdizione non-terrena, permettendogli quindi d’avere voce nella questione politica nazionale imponendosi come sillogismo categorico. La scala gerarchica organizzativa umana vuole, sopra a tutto, indiscutibilmente poiché non è possibile dimostrare vi sia qualcosa oltre, lo Stato, nella forma di associazione libera democratica; null’altro! Che sia Dio, il Papa o un comune angioletto di sorta. Il distacco dalla dottrina cattolica, senza alcuna motivazione tecnico-filosofica, è necessario poiché l’estremismo cristiano impone il suo esistere su di un piano concettualmente superiore, mentre la nostra società necessita di pluralità egualitaria.

No al potere dei cartelli! La concentrazione di capitale stellare nelle mani di privati porta lobby di avente interesse a deumanizzare la società. Tutto quello che accade/sta accadendo/è accaduto, nell’ultimo secolo, ha avuto come principale movente l’interesse economico dei privati e, come conseguenza, il dissanguamento civile di una società che si strugge nel tentativo di sanare debiti insanabili. I banchieri detengono il potere totale, dato che è stata a loro delegata la gestione della cosa economica statale, mentre le multinazionali sfruttano ordini sociali – diciamo – inferiori, con l’unico scopo di moltiplicare esponenzialmente il loro potere d’acquisto della cosa politica. Com’è possibile non considerare conflittuale la possibilità data a taluni personaggi di possedere fette di “libero” mercato nella totalità della sfera economica nazionale, attraverso accordi ramificati in una fittissima, ma allo stesso tempo imperscrutabile, rete di controllo globale? Il monopolio della produzione per la vita deve appartenere allo Stato e non ci deve essere altra entità superiore ad esso, poiché l’interesse privato porta a generare scelte atte a modificare, in meglio, la propria posizione, mentre l’interesse sociale è la società, e non il singolo pesce annaspante in un acquario che lui reputa troppo piccolo o male organizzato.

No alla riverenza politica! Dopo il collasso del totalitarismo nazi-fascista europeo ci siamo inchinati all’imperialismo americano: per gratitudine; per riverenza. Quanto dovrà ancora durare questo delicato stato di sottomissione? Per quanto ancora ci potremmo macchiare di crimini contro l’umanità, imponendoci come sedicente impero del bene impiegato ovunque in guerre di pace? Il rigetto del militarismo americano, che appoggiamo tacitamente fornendo basi logistiche utili ad attaccare il Medio Oriente per futili od opportunistici motivi, è giocoforza obbligatorio, poiché non è più possibile perseverare ulteriormente in maniera così ipocrita. L’Europa deve ribellarsi al ricatto economico-morale dell’imperialista America e cooperare compatta per una politica estera congiunta volta a mitigare l’esasperante e criminale stato di terrore che la guerra al terrorismo ha generato.