Oggi mi è arrivato un messaggio su Facebook. Mi si invitava a partecipare a un sondaggio “ufficiale” per valutare quanto il voto democratico che ha portato Berlusconi al comando della galera mercantile italiana sia genuino e, come era ovvio in internet, Italia dei Valori ha stravinto. L’idea, in sé, non è nuova, invero, io stesso avevo abbozzato un ragionamento simile qualche mese fa con questo articolo: clicca qui per rinfrescarti la memoria.
Al sondaggio ho risposto con il mio solito argomentare. Sovversivo e noioso (ricopio il commento).
come è ovvio > 56%. Il problema è che la democrazia è un fallimento. È ovvio che vince Berlusconi, perché la democrazia conta “la testa” e non quello che v’è dentro. La democrazia conta la persona, senza considerare la differenza ponderata tra un laureato 25 enne e un rincoglionito 90 enne con la terza elementare. La democrazia è un fallimento, perché siamo tutti angustiati a scegliere il meno peggio, mentre il sistema partitocratico è cosa vecchia e antiquata: potremmo legiferare via internet, con la democrazia diretta, ma ai politici (IDV inclusa) la situazione va bene. Io faccio parte della maggioranza “giovane” che ha votato IDV e che voterà IDV perché ritengo uno Stato di magistrati (persone che si sono messe al servizio dello Stato) sia qualitativamente superiore a uno Stato di imprenditori (persone che hanno messo lo Stato al servizio del loro piccolo microcosmo). Tuttavia la democrazia resta un fallimento, e non lo dico io, parlo a nome di Platone.
Tuttavia, non sono qui per gongolarmi di aver scoperto l’acqua calda, ma per portare alla luce un fatto – ai miei occhi – di estrema gravità che dovrebbe - se fossimo almeno uno Stato barbarico Settecentesco – portare alla rivoluzione.
Gioacchino Genchi, vice questore di Palermo, ha commentato gli arresti per Mafia avvenuti gli scorsi giorni e la “simpatica coincidenza” che ha portato il Governo a festeggiare la lotta contro un’organizzazione inesistente in concomitanza con il noberlusconiday e le “fantasie” di Spatuzza. [Video a fianco].
Le affermazioni sono gravissime e non v’è proprio niente da dire che possa, in qualche maniera, mitigare la realtà dei fatti che ha portato, anzi, ambienti governativi a deridere chi ipotizzava “arresti a comando”.
Tutte le balle il governo sta dicendo, una a una, vengono meno. Da Veronica Lario a questi nuovi arresti eccellenti o – a questo punto permettetemi di dubitarne – a Marcello Dell’Utri, il quale dichiara: ho fatto solo cose buone. Non sono un mostro; Se le cose che dice Spatuzza fossero attendibili, io dovrei nascondermi, chiudermi da qualche parte e buttarmi con una corda al collo [fonte].
Quando verrà smentito – se verrà smentito, in linea con le costanti sbufalate -, si impiccherà realmente? Ma anche se sta dicendo la verità, vi rendete conto a che punto siamo arrivati? Non si può credere a niente e nessuno, né ai magistrati, né ai pentiti, né al proprio cuore, né a quello altrui. Insensibili dubitautomi da quattro soldi.
Le affermazioni del vice questore di Palermo sono, come detto, gravissime e non dirò, come sarebbe giusto, – in uno Stato civile il governo dovrebbe cadere -, perché Berlusconi ha più volte detto – continuerò a oltranza – [fonte], ma a questo punto il Governo è chiaro abbia dichiarato guerra allo Stato ed è chiaro vi sia in atto un golpe basato sulla non ponderata maggioranza democratica. Infatti, sono state esautorate tutte le funzioni dello Stato, in nome di un – vecchio di 30 anni – anticomunismo radicale: quando un magistrato “arresta” un mafioso il governo si compiace, quando un magistrato “indaga” su di un politico il governo accusa il magistrato di essere comunista.
Follia allo stato puro.
Non succederà niente, è chiaro, il fedele Fede continuerà a rassicurare gli italiani (coglioni) sulla stupenda opera governativa e la magistratura verrà sempre più messa a tacere, però, da adesso, dopo questa nuova patetica messa in scena, come avevo con molta ignoranza e lungimiranza sottolineato proprio ieri l’altro [link], la collusione è palese. Se si possono e si vogliono orchestrare “arresti a comando” per tenere buona l’opinione pubblica, è chiaro i giochi siano fatti. Internamente.
Chiunque, al governo, non si dimetta dopo queste dichiarazioni di Genchi, sarà – da me, è poco lo so – considerato nemico dello Stato. Non del popolo o del sindacato operaio di sancavolo, ma dello Stato. Stiamo assistendo allo stupro dell’Italia repubblicana. Dell’Italia repubblicana o di quello che ne resta.
Non sono solito “chiedere” la divulgazione del mio verbo, ma questa cosa è grave e quindi dillo in giro! Linka questo post, o se lo trovi troppo conflittuale d’interessi, linka solo il filmato, il mio o quello “originale”. Vai su google e cerca qualcun altro che ne parli, e diffondi la sua parola. Predica bene, perché a razzolare male, ci pensa già il governo.
clicca con il destro e fai “salva con nome” per scaricare il video dell’articolo. Puoi farne quello che vuoi, basta che non dimentichi di citare da dove è venuto ;)
^ il video originale lo puoi trovare qui. Io lo ho “preso” per evitare il Grande Fratello vinca. Non ho alcun merito per l’opera di “taglia e incolla”, i cui credits li puoi leggere in fondo.
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#1 Commento by gabriele — 8 dicembre 2009
Forse se fosse obbligatorio un test prima del voto, qualcosa di semplice per valutare non tanto il livello di istruzione o il quoziente intellettivo, ma la capacità di ragionare e vedere la realtà in maniera critica, non saremmo in questa situazione.
Non ricordo dove ho visto (erano i provini del grande fratello o quella roba tipo THE CLUB) un ragazzo, di 25/30 anni, che alla domanda “CHI E’ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA” ha risposto “IL PRESIDENTE E’ BERLUSCONI”. Fattogli notare che berlusconi è presidente sì, ma del consiglio, il ragazzo ha specificato: “NON SILVIO. PIERSILVIO BERLUSCONI E’PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. E IO HO DETTO BERLUSCONI”.
Ecco a uno così non darei la matita per esprimere il suo voto. Insomma sono del parere che il voto vada guadagnato: la mia non è una visione aristocratica, è semplicemente meritocratica. Per guidare devi essere maggiorenne. Ma non basta: devi anche dimostrare che sai cos’è una strada, cos’è un marciapiede, devi conoscere la segnaletica. Insomma ci vuole anche la patente.
Per votare invece basta essere maggiorenni.
#2 Commento by Michel Giovannini — 8 dicembre 2009
Giusto Gabri. – Per guidare devi essere maggiorenne. Ma non basta: devi anche dimostrare che sai cos’è una strada, cos’è un marciapiede, devi conoscere la segnaletica. Insomma ci vuole anche la patente. –
Parole sante. Tuttavia ormai sono troppo “platonizzato” per pensare a una reale e pseudoliberale alternativa alla democrazia mista di stampo oligarchico-illuminato. ;)
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