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Su Facebook Paola (grazie!) mi ha passato un link commentandolo così: Rai Due sta preparando una trasmissione dal titolo “Il più grande italiano di tutti i tempi” [...] e chi mi tocca vedere al primo posto? LAURA PAUSINI con il 37% dei voti e personaggi come DA VINCI al 12% e, udite udite, DANTE al 3,10% e Galilei al 2,70%. Credo che si sia ormai sul punto del non ritorno.
La cara Paola ha sfondato una porta aperta. Chi mi tocca Dante, muore. Imbestialito sono quindi andato sul sito del “programma”: http://www.ilpiugrande.rai.it (mi rifiuto di linkarlo e regalare google rank a una tale porcata, che non è una porcata in sé, anzi, ma che il pubblico ignorante ha candidato a tale). Miglior italiano di quando? Le indicazioni sono forse ambigue?
Leggi tutto “Il più grande italiano di tutti i tempi? (No, non è la Pausini)”…
Della Lega si può dire tutto, senza rischiare di sbagliare. Si può dire che sono dei reazionari stupidi, perché lo hanno spesso palesato, dei bastardi razzisti, degli ignoranti colossali. Si può dire tutto, ma non che siano incoerenti.
Sono sarcastico!
La notizia del giorno, ignoranza e incoerenza a parte, supera però qualsiasi metafisica favola. Il figlio di Umberto Bossi, Renzo Bossi, è stato (verrà) candidato a Governatore della Lombardia. Che venga poi votato o meno ha poca importanza, anche perché più volte ho sostenuto il pensiero di Platone sulla pochezza della democrazia. La cosa grave è che un imbecille - perché questo è - segato TRE volte alla maturità, sfruttando vincoli di parentela, rischia di infiltrarsi nello Stato. Infiltrarsi… infiltrarsi… tanto che quello che ho scritto qualche giorno fa sullo scambio di concessioni di posti di lavoro nel pubblico impiego, calza molto meglio in questo caso, rispetto a quanto calzi nell’articolo “originale”. Senza dimenticare poi che Renzo Bossi – lo ribadisco – un cretino senza alcun merito (se non quello aver ripetuto per tre volte l’esame di maturità, che è solo un esame, certo, ma può dare qualche segnale di ignoranza patologica; che ha creato – e vorrei vederne la qualità – l’applicazione su Facebook “rimbalza il clandestino“) era già stato sistemato con 12.000€ al mese – alla faccia dei laureati costretti a lavorare in call center – grazie alle raccomandazioni del padre e degli amici di merende. Ma non era la Lega contro il nepotismo, l’inciucio, i fannulloni, l’inefficienza, etcetera, etcetera? No, certo, non dico che uno bocciato tre volte alla maturità debba suicidarsi o venir escluso dalla società civile, questo no, ma a ciascuno il suo.
Leggi tutto “Renzo Bossi, candidato Governatore; a ciascuno il suo”…
Lungi da me aprire vecchie ferite o criticare una persona che – oggettivamente – non mi va di criticare… studiando gossip contemporaneo mi sono imbattuto in una pagina che mi ha fatto arrabbiare.

Nel definire l’Italia dagli anni 70-80[¹], in un paragrafo si sostiene che l’Italia era pervasa da meccanismi di costruzione del consenso basati sullo scambio tra concessione di posti di lavoro nel pubblico impiego e voto ai partiti di governo, mentre qualche riga sotto si ricorda il delitto del generale Dalla Chiesa. Un sobbalzo ci sta.
Non a caso? Io il sospetto lo ho sempre avuto. Nel 1982 un uomo dello Stato viene ucciso dalla Mafia; nel 1984 debutta come conduttrice Rita Dalla Chiesa – figlia del generale assassinato -.
Leggi tutto “Rita Dalla Chiesa; Mafia, bravura o fortuna?”…
Personalmente ritengo che un pericoloso mix di invidia e smania di protagonismo abbia portato noi tutti a voler rinunciare alla nostra privacy in nome di un valore ben più altro: il berlusconiano voler far parlare di sé. L’escalation rivelatrice, che ci porta a comunicare a chicchessia Nome; Cognome; Religione; Orientamento Politico; stona con la legga sulla privacy che impone i nostri dati sensibilissimi siano segreti per 70 anni [anche se la trasparenza in una società egualitaria non può che fare del bene (egualitaria!)]. Nonostante questa indiscutibile tendenza, senza avere niente da nascondere, ci sono alcuni piccoli accorgimenti che ci possono portare a limitare l’uso improprio dei nostri “dati sensibili” su Facebook. La pericolosità della divulgazione dei propri dati personali risiede non tanto nella divulgazione in sé, ma nella sua informatizzazione. Se con un pennarello nero scrivo in un cesso pubblico – A.A.A. amici cercasi -, il pericolo di compromissione è proporzionale alla possibilità di visualizzazione della scritta e il rischio di morte è proporzionale alla probabilità di trovare un maniaco sessuale-omicida. Ma se fosse possibile avere una lista cartacea ordinata per nome di tutti quelli che nel mondo hanno scritto con un pennarello sul muro di un bagno – A.A.A. amici cercasi -? Pensaci.
Leggi tutto “Sicurezza e riservatezza su Facebook, come?”…