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ICI sì, assegno disoccupazione no

Le promesse elettorali generalmente non vengono mantenute. La promessa elettorale di questo giro di giostra, e cioè di abolire l’ICI, speravo con fiducia non sarebbe stata mantenuta, giacché tra tutte le cavolate possibili… Argh. Il politico Berlusconi mantiene la promessa e rimane coerente (questa volta) con il dire e il fare. Sì, ma dove i comuni troveranno i soldi per rimpiazzare l’entrata sulla prima casa, questo la coerenza non ce lo dice. Chissenefrega! Insomma, che egli affondi pure nella melma, basta solo che si mantenga la memoria storica e che quando scoppierà la bomba Stato italiano, nessuno si dimentichi di chi ha contribuito (in massima parte) a innescarla.  Continua…

Eluana

È morta. Finalmente. Di già? La cosa che mi ha fatto sorridere, se di sorridere si può parlare in questa vicenda (e lo scrivo solo per non risultare osceno nel pensiero) è stato il minuto di silenzio proposto dalla Camera. Un minuto lungo diciassette anni, infatti, diciassette anni ci sono voluti per porre fine alle sofferenze (del padre attraverso la figlia) di un corpo senza coscienza; diciassette anni ci sono voluti per spezzare i fili dei burattinaio vaticano. Continua…

Ipocrisia di guerra, tra Kosovo e Crimea

1914: l’Austria dichiara guerra alla Serbia; la Russia, vicina alla Serbia, mobilita l’esercito; la Germania dichiara guerra alla Russia e la Francia (alleata della Russia); l’Austria dichiara guerra alla Russia; l’Inghilterra dichiara guerra alla Germania. Continua…

La classe Media

Quali sono le cose importanti nella vita? Per una persona normale intendo! Beh, si potrebbe rispondere la felicità, ma essendo questa una domanda troppo escatologica, dato che la risposta genera ben più importanti domande, ritengo che le cose importanti nella vita sono sostanzialmente… una: la vita. La vita e tutto ciò che le gravita attorno. Ma sono troppo curioso, troppo pieno di domande, troppo orgoglioso per accontentarmi di una risposta così grossolana. Voglio di più. Continua…

A.A.A. Cercasi Generale per rivoluzione sociale

Quando ho votato nell’aprile del 2006, ho votato sapendo che sarebbe finita. Che difficoltà, no? Sì, ma non sapevo quando. Se la degenerazione partitocratica aveva già raggiunto il suo minimo relativo con il secondo governo Berlusconi, oggi, con la caduta di Prodi, penso si sia raggiunto il minimo assoluto: non v’è alcuna alternanza politica, qui si vota semplicemente per il meno peggio; tuttavia la memoria storica è assente giacché di legislatura in legislatura le persone sono sempre le stesse; i porci restano sempre nel loro – di oro addobbato – porcile. “Tutti li tempi tornano, li uomini sono sempre li medesimi” diceva Machiavelli. E il debito s’impenna! Milleseicentouno miliardi di euro: un debito immenso che non potremo mai colmare, mentre loro si permettono di fare nuove elezioni per eleggere (sì, sì, è tutta colpa nostra, lo so) un altro delinquente che farà il proprio comodo fin quando potrà. Continua…

Buon niente

Ho atteso l’inizio del nuovo anno per scrivere. Non so perché, tuttavia lo ho fatto. Buon niente! Sì! Sì, lo so che è estremamente conformista fare l’anticonformista, ma è questo niente che mi sento di esternare in questo momento. Ora che la baldoria (alcolica) è finita; ora che i negozi riprendo la loro normale attività commerciale; ora che rimuovono – con la solita lentezza disarmante – gli addobbi natalizi in giro per la città; ora che ci sentiamo tutti un po’ meglio e che siamo pronti a partecipare a chissà quali altre avventure diplomatiche di pace (alla ricerca di combustibili fossili) in giro per il mondo.
Che mediocre situazione: tutti a festeggiar e a far buoni propositi – nonostante le forzate disillusioni dei propositi dell’anno passato – mentre v’è della gente ancora che pensa vi sia della malizia nel contestare l’attuale stato delle cose poiché – in fin dei conti – a scuola il proprio figlio va bene.