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Se sei una persona sensibile che si impressiona facilmente, ti invito a non proseguire la lettura poiché verranno analizzati, se così possiamo dire, alcuni frame del video dell’uccisione di Neda o, secondo alcuni, della presunta messinscena della sua uccisione.
È sicuramente stato provato che “qualcuno” ha interferito con le elezioni in Iran, sia con falsi messaggi [fonte] sia attraverso un fortunoso non-aggiornamento [fonte] di Twitter. Riguardo quest’ultima questione, gli amministratori hanno affermato di non essere stati forzati a rimandare l’aggiornamento del sito – e quindi alla sua disattivazione temporanea -, ma che lo hanno fatto perché it was the best thing for supporting the information flow at a crucial time.
Se il social network ha rimandato l’aggiornamento di propria iniziativa, sono stati però creati molti account diffondenti false notizie sui disordini elettorali. Di chi erano gli account? Questo non si sa. CIA, KGB, o forse semplici tredicenni entusiasti del “Big Mac” rivoluzionario. Messaggi che, in quel crucial time democratico che al democratico occidente non andava bene, hanno fatto – indubbiamente – la differenza.
Leggi tutto “La morte di Neda. Il video è falso? No. È vero”…
Per quasi un anno ho “combattuto” contro i sostenitori delle scie chimiche. Perché lo ho fatto? Perché è la cosa giusta da fare. Per portare avanti questa battaglia ho realizzato diversi filmati… filmati andati persi, oggi, dopo che sono stato bannato da YouTube. Mea culpa non ne ho conservata una copia.
Per fare il punto della questione, anzi il punto-a capo-punto, vediamo di analizzare il pensiero e le tesi che portano alcune persone ad affermare che le scie di condensazione degli aerei sono, in realtà, rilasci di sostanze chimiche deliberatamente immesse nell’aria per uno scopo stabilito.
Per “l’accusa” considerò i due maggiori siti italiani sul presunto fenomeno, cioè sciechimiche.org e tankerenemy.com (due siti simili nel pensiero ma diversi nella sostanza). Per “la difesa” considererò principalmente la ragione e il C.I.C.A.P.
Leggi tutto “Scie chimiche, quadro riassuntivo; punto-a capo-punto”…
e|rò|e s.m.
- nel mito classico, semidio dotato di eccezionali virtù e autore di gesta prodigiose.
- chi dà prova di straordinario coraggio e generosità; chi si sacrifica per un ideale: e. di guerra, morire, comportarsi da e.
- personaggio principale di un’opera letteraria, musicale, cinematografica e sim.: l’e. del racconto, del romanzo; il nostro e., in racconti e romanzi: formula con cui il narratore fa riferimento al protagonista dell’opera.
- chi fa parlare di sé, chi è al centro dell’attenzione: l’e. del giorno, del momento, della festa.
Benché loro non abbiano potuto auto-proclamari eroi, i media lo hanno fatto [link]. E perché lo hanno fatto? Perché non hanno assolutamente idea di cosa eroe voglia dire. Come si possono considerare eroi dei soldati – volontari – morti senza capire nemmeno cosa stava succedendo? È come se, mettiamo, domani uscissi di casa e venissi investito da un auto ritrovandomi eroe. Erano soldati. Avevano scelto – per passione, spirito di sacrificio democratico, necessità – di arruolarsi, ben sapendo a cosa avrebbero potuto andare incontro. Non sono morti alla Enrico Toti (eroe per noi italiani ma pazzo scellerato per gli austriaci[¹]), sono bensì morti fermi-immobili-aspettando. Perché è così che si muore nelle guerre di pace: non si combatte, si attende solo che un cecchino o un’auto imbottita di tritolo ponga fine alla propria vita. Non chiamateli eroi! Come se non bastasse, i nostri eroi – nel morire da eroi – si sono portati dietro numerosi civili, morti proprio a causa della presenza dei nostri eroi! Il nostro paese è in guerra e, come sempre[²], ci è entrato senza equipaggiamento. I nostri carri corazzati “Lince” sono buoni per fermare le cerbottane, ma è il meglio che possiamo offrire, o meglio, è il meglio che possiamo buttare nel calderone della pace. Mussolini aveva bisogno di qualche migliaio di morti per sedere al tavolo della pace mentre Berlusconi ha bisogno di qualche decina di morti per restare seduto al tavolo della guerra. Sì, guerra. Quella in Medio Oriente è una guerra e noi saremo ricordati come i cattivi.
Leggi tutto “Eroi moderni (altresì noti come buffoni)”…
Da un po’ di tempo me ne vado via dalla città, se così possiamo dire, per andare a studiare in montagna, se così possiamo dire. No, non è una villeggiatura in grande stile, è semplicemente un prato isolato dove si può trovare – per qualche ora – un po’ di pace dal frastuono cittadino. Per arrivare al prato si deve percorrere Via Antonio di Peco; io non sapevo si chiamasse così, non sapevo nemmeno quel “sentiero” avesse un nome.

Il tracciato nella foto satellitare (grazie Google), sopra riportato, lo ho aggiunta per dare consapevolezza situazione: il percorso parte dallo Stadio e arriva al “mio prato” (quando dico “mio” intendo anche “tuo”, “nostro”, “di tutti”). No, non sto facendo la guida turistica, sono bensì qui per denunciare un crimine gravissimo che sono intenzionato a portare alla luce e, in un certo senso, risolvere. Tra le ore 18.00 del giorno 26 Agosto e le ore 17 del giorno 28 Agosto qualcuno ha trasformato il prato in discarica.
Leggi tutto “Discarica abusiva a Trieste. Aiutatemi per favore”…