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Ladri di biciclette e di té alla pesca

Mi sono comprato una bicicletta. È la prima della mia vita. Trasferitomi in una città pianeggiante – addio colli triestini – è stata un acquisto obbligato. Prima di comprarla ho girato per negozietti di riparazioni chiedendo un usato. “Questa settimana no, passa la prossima”. Oh! Avrebbe potuto strofinarsi le mani e leccarsi i baffi davanti ai miei occhi che nulla avrebbe aggiunto al mio immaginario. Poi mi sono diretto da Decathlon per una bici nuova, anche se – con i tempi che corrono – 250€ sono un capitale. Continua…

Pompeo Giustiniani. Maestro di campo della Venezia del sospetto


Data»  11/2011.
Lingua»  ITA.
Pagine»  358 KB – 98.
Prezzo»  0,99€7€.
Versione»  III, aggiornata.
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Un conflitto incredibile quello divampato tra Graz e Venezia tra il 1615 e il 1617. Una guerra – esaminata, in questo contesto, prevalentemente da parte della Repubblica – voluta per talmente tante ragioni da rivelarsi inevitabile. Innanzitutto: quale fu la causa scatenante? Più d’una, una sola formale e certa: i pirati cristiani uscocchi e la loro personale guerra santa contro il Turco. Sì, ma non solo. La signorìa del golfo, ovvero la libertà/non libertà di navigazione in Adriatico, rivendicata una dai veneti e l’altra dagli arciducali. Inoltre, il proponimento della città lagunare di svincolarsi dall’accerchiamento dinastico degli Asburgo, l’ambizione del duca di Savoia e la guerra di corsa del viceré di Napoli. E ancora Gradisca, Marano, Palma, ecc, fu una questione di confine, politica, di prestigio personale, danaro o che altro ancora?

In questo breve saggio storico è stata trattata la guerra di Gradisca e i fatti che l’hanno generata; l’organizzazione militare della Serenissima – dalle guerre d’Italia alla guerra di successione di Mantova – e, naturalmente, alcuni momenti della vita del maestro di campo Pompeo Giustiniani: mercenario genovese – megalomane e sicuro di sé, a ragion veduta, dopo ventisei anni di stimato servizio alla corte di Spagna – il quale pretendeva solamente onore. Onore però che al campo veneto non gli venne tributato. Infatti, per quanto apprezzato dai comandanti civili, i suoi subordinati si dimostrarono restii a considerare sul loro medesimo piano – figuriamoci al di sopra! – un “non veneziano” che dal senato non riusciva a ottenere una patente di riconoscimento: un semplice, quanto rilevante, pezzo di carta che ne imponesse l’autorità ai sottoposti.

Pompeo Giustiniani morì al servizio della Repubblica – così come suo padre e suo zio prima di lui – stimato – anche da chi lo fronteggiava – eppure abbandonato; incastrato nei meccanismi di una Venezia del sospetto che non poteva concedere a nessun capitano l’onore e onere di essere considerato «supremo». Continua…

Pareidolia: Guzzanti e Mantegna. Il Cristo nell’orzo.

Guardare il cielo è uno spettacolo gratis, sempre diverso, che mai annoia: per quanto appaia sempre uguale, è impossibile vi siano due nubi geometricamente identiche nel cielo. Tale peculiarità, che ti fa sentire la punta di un compasso, è inebriante, invero, se il cielo stellato dei nostri giorni è quello che anche i Greci vedevano, il cielo del mattino che tu vedi non è il cielo che un altro vede; il cielo del tuo mattino, non è il cielo del tuo pomeriggio. Basta un soffio, un aumento di temperatura, e tutto cambia. Forse è anche per questo che l’uomo, nelle nuvole (ma in realtà in qualsiasi cosa), ci ha sempre visto un po’ di tutto. Tecnicamente si parla di pareidolia, una illusione subcosciente, ma non sempre è così. In un gioco molto sottile, a titolo di esempio, Mantegna usava dipingere figure antropomorfe nelle nubi: in Minerva scaccia il vizio è chiaramente visibile, infatti, senza alcuna possibilità di fraintendimento subcosciente, il volto delle nubi. Continua…

Cina, un’economia inarrestabile (o siamo noi a fare schifo?)

La Cina è stata ufficialmente riconosciuta, nel 2010, come seconda potenza economica mondiale (primi sono quei fetenti yankee). Potremmo discutere per giorni, mesi e anni su quanto l’indicatore del PIL sia sensato, ma dialetticamente costruiremmo solamente castelli in aria. Io sono convinto non lo sia; tuttavia non posso creare una mia speciale classifica di merito – considerando strampalate teorie morali o sociali – quindi mi devo attenere al dato di fatto: la Cina è divenuta la seconda economia mondiale. Capperi! A sentire Berlusconi – sì, dai, le sue fantasticherie sull’uscita della crisi – mi ero convinto lo saremmo diventati noi! :) Continua…

“In fatto di libertà di stampa” la stupidità è universale

‘”In fatto di libertà di stampa, oggi, la Germania si posiziona al 17° posto ed è indicata come nazione “libera”. Con questo nuovo Disegno di legge scalerà ancora la classifica. L’Italia, invece, è al 72° posto (penultima in Europa, peggio della Corea del Sud e ad ex aequo con l’India) ed è ritenuta “parzialmente libera”. Se la legge bavaglio dovesse diventare realtà, sprofonderebbe ancora più in basso”‘. [fonte]

Oggi leggo queste righe da un post di Antonio Di Pietro e, vuoi la bassa pressione o il ciclone delle Azzorre, mi invento una risposta simpaticaContinua…

Jožin z bažin

Qualche giorno fa, mi sono trovato a visionare un video che è capolavoro. Jožin z bažin (Jozin dalla Palude) è una canzone del 1978 di Ivan Mládek, un comico-cantautore ex cecoslovacco (non so ora da che parte stia). Sebbene la canzone sia del “78, Ivan è diventato famoso recentemente, invero, oggi, questa canzone è in vetta alle hit in Polonia, Russia e Austria! Il successo, oggigiorno, è dovuto principalmente al video della canzone (per noi trash, mentre loro nel 1978 lo definivano probabilmente avanguardia), ovvero a Ivo Pesak, il pazzo danzerino del coro. Continua…