Questo
sito non è un
blog, perché se lo fosse potrebbe venir scambiato per una testata giornalistica, ma tale cosa non è, dal momento che gli aggiornamenti sono saltuari e i contenuti più obbiettivi di quelli proposti dalle
fonti governative italiane.
zZZzZ...
A pranzo ho mangiato “Contorno Mediterraneo” di “Quattro salti in padella” della “Findus“. Ho messo tante virgolette perché di tante virgolette questo contorno è composto. Senza girare troppo attorno al problema, ovvero arzigogolare il testo, arrivo subito al dunque: il contorno mediterraneo proposto è in realtà un “Contorno Baltico”.
Guarda l’immagine sotto [clic per ingrandire], a sinistra c’è la forviante confezione che – benché si sappia che l’immagine è sempre un po’ finta e che ha solo scopo dimostrativo e non indica la reale natura del prodotto confezionato [¹] – ha raffigurato un piatto contenente 7 pezzi di patata; 6 pezzi di zucchina; 7 pezzi di melanzana; 11 pezzi di peperone. Dal momento che la confezione è per quattro persone (come si evince dalle quattro sedie in basso a sinistra), l’intera busta (messa in padella a destra) orientativamente dovrebbe contenere 7×4 pezzi di patata, 6×4 pezzi di zucchina, 7×4 pezzi di melanzana,11×4 pezzi di peperone, in un rapporto totale – tra gli ingredienti – che si dovrebbe aggirare attorno al 21% patata; 21% zucchina; 21% melanzana; 37% peperone.
Leggi tutto “Contorno Mediterraneo, Quattro salti in padella. Troppe patate!”…
Questo è un articolo di critica sugli Stati Uniti d’America! Come questo, questo e questo. Non dirò come le cose avrebbero potuto essere ovvero come cosa sarebbe bello che siano, dal momento che mi metterei allo stesso piano degli sceneggiatori di Lost e non ho intenzione di farlo: mannaggia-a-loro!
Sei anni sono passati (e già qua Seneca si arrabbierebbe); molti milioni di dollari sono stati incassati (e qua storco il naso). Tra anni e soldi, in questo intervallo, il pubblico si è posto alcune domande alle quali i milioni di dollari avrebbero dovuto rispondere. Io sono convinto che sia più importante la domanda rispetto alla risposta, tuttavia non sto facendo un esame di Filosofia e quindi esigo, in una comunicazione unilaterale (sceneggiatori -> pubblico), di ricevere risposte. Risposte non fini a se stesse, bensì utili a dire “quanto sono stato bravo a pensarla come gli sceneggiatori” (per questo Lost ha avuto tanto successo: la trama è stata scritta a braccio, altresì dicesi “a cazzo di cane“).
Leggi tutto “Lost ultima puntata; finale patetico e sconcertante”…
Marin Sanudo (1466 – 1536) è famoso per i suoi diari, nei quali annotava tutti gli avvenimenti importanti per Venezia, convinto che prima o poi la Signoria lo avrebbe utilizzato come storico e che quindi egli li avrebbe utilizzati per fare “vera storia” alla Tito Livio. Tuttavia fu per lui un duro colpo la nomina di Pietro Bembo a “pubblico storiografo” e il Sanudo, costretto a mettere a disposizione di Pietro Bembo i suoi diari, si convinse che il suo lavoro di una vita sarebbe stato passato ai posteri con il nome di Bembo… oggi i suoi diari sono un’importantissima testimonianza sulla vita del Rinascimento, mentre l’esangue retorica di Bembo non la considera nessuno.
Il significato “parabolico” di questa riflessione è questo: prima pensavo la gloria potesse essere surrettizia e arrivare inaspettata, come accaduto a Sanudo, dopo morto e mai avrei potuto immaginare che la gloria potesse svanire. In realtà non v’è cosa di più effimera che la gloria per un’azione o un incarico: che bella casa! Che ottimo risultato economico quest’anno. Certo, fino a che non arriva il terremoto.
Leggi tutto “Marin Sanudo, un omaggio parabolico”…
Dopo diverso tempo ho deciso di scrivere qualche riga. Il mio silenzio è sintomatico, non è che non scrivo perché non ho tempo, ma perché non ne ho voglia. La situazione attuale e a metà tra il paradossale e il “già avvenuto”, perciò non so dire se la mia riflessione storico-politica (non scrivo, ma continuo a pensare! uh!) sia corretta o meno. L’unica cosa della quale sono certo – gattopardesticamente – è che le cose rimarranno le stesse.
Riflettendo sulle divisioni interne al PDL, ho pensato alla Serenissima Repubblica di Venezia (tanto per cambiare, eh?) e al modo che i patrizi veneziani hanno utilizzato per gestire la Terraferma:[¹] una volta conquistato lo “Stato da terra”, Venezia non ha epurato il ceto dirigente, anzi, i feudatari locali sono rimasti al loro posto; tuttavia Venezia ha appoggiato le popolazioni (che le divennero sinceramente fedeli) creando uno stato di tensione permanente tra Signori e popolo, così da non doversi preoccupare di eventuali ribellioni contro la sua egemonia: la città di Venezia appoggia i signori feudali che quindi non hanno motivo di ribellarsi >> la città di Venezia appoggia il popolo minuto che quindi non ha motivo di ribellarsi al governo << il disequilibrio tra signori feudali e popolo ha permesso al ceto dirigente veneziano di sopravvivere.
Leggi tutto “Crisi Fini-Berlusconi. Popolo delle libertà vs AN-Fini vs Lega, chi vincerà?”…