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28 dicembre 2009

Ну, погоди! (Nu Pogodi); Walt Disney sovietica

NuPogodiÈ inutile ribadire che noi occidentali del comunismo russo non sappiamo alcunché. Tutto quello che sappiamo lo abbiamo appreso da fonti di tipo occidentale, prima, e da fonti di persone che osteggiavano il comunismo, poi. Un giudizio critico sui Gulag e sul KGB non può – e non deve – farci quindi credere di conoscere, realmente, l’Unione Sovietica.

Chiunque non rimpianga l’Unione sovietica non ha cuore, chiunque la rivoglia non ha cervello. [Putin]

Per capire il comunismo, forse, più che ascoltare la propaganda anticomunista o la voce di qualche dissidente anticomunista – e con questo non voglio dire il comunismo sia stato la miglior forma di governo possibile -, bisogna forse guardare “la vita comunista”, per farsi un’idea – un po’ più veritiera – del comunismo[¹].

Ну, погоди!

Senza voler mancare di rispetto a Bukovskij, e a tutti quelli che hanno subito violenze dal regime – ma allo stesso tempo senza buonismo -, ieri mi sono imbattuto in un cartone animato, Nu Pogodi! che, in italiano, equivale a dire me la pagherai! Non per fare il falso dotto, quello antipatico che si interessa delle cose più pallose per risultare figo, a me l’arte russa piace molto. Adoro Gogol – presovietico – , soprattutto in quelle sue memorie di un pazzo che tanto mi hanno dato in termini di sobrietà intellettuale, e mi sono innamorato di Stalker, un film del 1979, tratto dal racconto Picnic sul ciglio della strada (1971), dove la vita e l’aspettativa vengono illuse e disilluse in uno scenario (ancora per poco) da pre & post distruzione nucleare. Un film che fa emergere la contraddizione del mondo occidentale, ma forse anche la sua insana invidia, quell’esasperata voglia di avere quello che non si può avere, ma che poi si ha senza percepirne la ponderata possessione. Curioso che un film sovietico, arrivato a me dopo la caduta del comunismo, non sia esattamente come avevo immaginato (ovvero come avevano provato a farmi immaginare) la Russia.

carnival_nightQualche giorno fa, da una discussione nata in Facoltà, sono venuto a conoscenza del film Carnival Night [foto a fianco]. Il film purtroppo non sono riuscito a trovarlo in nessuna videoteca, ma da qualche spezzone su YouTube mi è parso strepitoso. Infatti, da un momento all’altro sembra debba uscire Fonzie, Ralf o Pozzi. [link] Incuriosito, da un film anni Sessanta molto simile a Cenerentola e Happy Days, ho provato a cercare altro materiale comunista-maoista-staliniano e sono arrivato, appunto, a Nu Pogodi!. Attento però, non voglio assolutamente pensare (né far pensare) che da un cartone animato, perché di questo parleremo, si possano tracciare i lineamenti e le fisionomie del popolo dal quale (o per il quale) è stato concepito.

Ma ne siamo sicuri? ;’)

Nu pogodi! (prende il nome dalla battuta finale del lupo – il personaggio cattivo – quando non riesce a mangiare il coniglio) è, per molti aspetti, la copia spiccicata dell’americano Tom & Jerry. Una somiglianza concettuale che è stata riconosciuta dallo stesso autore, Vjačeslav Kotënočkin, e giustificata dal fatto che, al termine della Seconda Guerra Mondiale, prima della “chiusura all’occidente”, la Russia era stata investita dalla cinematografia occidentale, soprattutto i cartoni animati satiro-propagandistici americani contro Hitler, l’Asse e il Nazionalsocialismo [fonte].

kotenochkin_nupogodi1Un aspetto che mi ha molto colpito, una diversità intrinseca se si può dire, risiede nel come si svolgano gli eventi nei due cartoni. A memoria, in Tom & Gerry, tutto il discorso, esattamente come in Nu Pogodi!, verte sul fatto che “il grande” vuole mangiare “il piccolo”, dove “il grande” è opportunista e cattivo – ma con un sostrato di incapacità e stupidità mista assieme -, mentre “il piccolo” è saggio, furbo e, sostanzialmente, quello che vince sempre. Anche in Nu Pogodi! le cose vanno così, tuttavia, nel cartone sovietico c’è una interazione maggior con il mondo circostante, mentre in Tom & Gerry (Will il Coyote, il Gatto Silvestro, etc) l’interazione è minima se non assente. Nella prima puntata di Nu Pogodi! [link] mi ha molto colpito il fatto che – dopo un classico fallito attacco al coniglio – quando il lupo sta per annegare, due castori lo vanno a soccorrere [5:00]. Per fare Plutarco e di tutta l’erba un fascio, si evince quindi che nel cartone russo vi sia un sentimento socialista di mutuo soccorso che in Tom & Gerry è completamente assente; se non quando il soccorso viene da Gerry, impietosito. Insomma, in Tom & Gerry la pietà è personale, mentre in Nu pogodi! è generalizzata. Un altro aspetto interessante: Gerry, sfigato quanto vuoi, non si può negare sia sotto sotto un po’ scemo (Will il Coyote, il Gatto Silvestro, etc), mentre il lupo di Nu è semplicemente sfortunato. Non ho percepito, in nessuno degli episodi visionati, una stupidità manifesta, ma semplicemente la sfortuna particolare. Il lupo insomma non compie errori di giudizio nel tentare di catturare il coniglio, ma un evento, voluto o meno dal coniglio, impedisce l’effettiva cattura. In Tom & Gerry quindi la predestinazione porta Tom all’impossibilità di cattura, mentre in Nu sono gli eventi circostanti, non sempre oggettivamente prevedibili, a portare alla sconfitta del lupo.

Lungi da me eseguire una valutazione morale o psicologica del cartone animato (che ho visionato per qualche ora), trovo però sia molto più pedagogico far perdere “il cattivo” – sullo stesso piano intellettuale del “buono” – per sfortuna e non per patologica stupidità. Tom & Gerry, diciamocelo, è razzista, e suggerisce che, alla fine, i furbi vincono sempre, mentre Nu Pogodi! è realista e la morale indica come, alla fine, “il crimine” non paghi perché sono alte le possibilità qualcosa vada male.

Mi rendo conto un’analisi del genere lasci il tempo che trova (considera che più volte ho criticato la “cultura” americana [link & link], quindi non sono imparziale), però è curioso come un cartone animato, estrinsecamente uguale a uno americano, nella sostanza, sia – a mio avviso – completamente diverso.

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L’arte sovietica è tutta da studiare, da capire”, perché etichettarla come malvagia e buttarla in un magazzino di Pepsi è oltraggioso ed egocentrico. Il fatto il modello comunista russo sia fallito non eleva il modello che ha vinto il comunismo russo come superiore! Sarebbe una semplificazione incredibile, totalmente sbagliata. L’unico mio rammarico, a questo punto, è il non essere riuscito a trovare da nessuna parte Carnival Night, che mi sembra molto karascio. Giudizio personale a parte, sono giorni che ci penso: chissà cosa diavolo dice quella bolscevica Cenerentola! :)

[¹] ovviamente non è che guardando i Puffi si capisce la Francia… anche se…

  1. Jožin z bažin Non so come, qualche giorno fa, mi sono trovato a visionare questo capolavoro. Jožin z bažin (Jozin dalla Palude) è una canzone del 1978 di Ivan Mládek, un comico-cantautore ex Cecoslovacco (non so ora da che parte stia). Sebbene la canzone sia del “78, Ivan è diventato famoso recentemente, invero, trent’anni dopo, questa canzone è in vetta alle hit in Polonia, Russia e Austria!...
  2. Arrestato latitante in Sardegna; Settimio Severo ha vinto! L’editto imperiale di Settimio Severo contro il proselitismo alla fine è servito [fonte]. Il pretoriano Efisio ha dichiarato, dopo la cattura del latitante – buffasa tui e mi imbriagu eu -. Purtroppo i festeggiamenti dei ROS[¹] davanti alla quaestura erano già iniziati e, al momento dell’arrivo dei cronisti dell’ANSA, erano già tutti sbronzi (come al solito [link]). L’Impero continuerà a oltranza la sua lotta...
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5 commenti »

  1. #1 Commento by Renée 28 dicembre 2009

    Mi spiace essere banale, ma l’uomo è sempre l’uomo, ovunque sia nato, cresciuto, vissuto… Le differenze, in fondo, sono soltanto per chi le guarda, da che angolazione le guarda, che fine dà a ogni situazione! Le piramidi sono in Egitto, ma anche nel Centro America, nel sud America e – pare – in Bosnia… Eppure chi le ha ideate e fatte realizzare e realizzate non sapeva della presenza dell’altro che le aveva o le avrebbe ideate, fatte realizzare e realizzate. Avevano scoperto, nel cielo, la fissità di una stella, il movimento delle altre, il muoversi del sole durante le giornate, le stagioni, i solstizi… Perché l’uomo è sempre l’uomo, non importa dove sia nato, cresciuto, vissuto: alcuni di essi si sono elevati, altri hanno fatto per tutta la vita lavori manuali, altri hanno riflettuto, altri hanno messo in atto le loro idee… In occidente come in oriente, a nord come a sud; i veri cambiamenti o ciò che gli hanno determinati, da parte di uomini, stanno nel clima, nel carattere che da esso deriva ai nativi, nelle necessità primarie e soltanto dopo in quelle di secondo piano! Cribbio il discorso è troppo lungo per farlo in questa sede…


  2. #2 Commento by Michel Giovannini 28 dicembre 2009 commento autore

    Se un pensiero sembra importante, non vale la pensa di pensarlo, qualcun altro lo penserà :)


  3. #3 Commento by zerm 29 dicembre 2009

    Credo non esista nulla di più palloso di un cartone animato che pretende di essere educativo.


  4. #4 Commento by Michel Giovannini 29 dicembre 2009 commento autore

    Beh, dipende! Io la vedo come Aristotele – l’uomo è per natura un animale politico -, quindi tutto è politica. Cartoni compresi. Il grande successo dei Simpson ne è la prova (anche se le ultime annate non sono buone). I cartoni animati, che siano per bambini o per adulti, devono comunque avere un sostrato “superiore”. Non posso credere ci sia gente che abbia voglia di stare seduta davanti al televisore a guardare delle immagini che, una volta passate, non lasciano niente “in più”. Il format televisivo del Grande Fratello mi smentisce, certo, ma io sono un sognatore.


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