Marin Sanudo (1466 – 1536) è famoso per i suoi diari, nei quali annotava tutti gli avvenimenti importanti per Venezia, convinto che prima o poi la Signoria lo avrebbe utilizzato come storico e che quindi egli li avrebbe utilizzati per fare “vera storia” alla Tito Livio. Tuttavia fu per lui un duro colpo la nomina di Pietro Bembo a “pubblico storiografo” e il Sanudo, costretto a mettere a disposizione di Pietro Bembo i suoi diari, si convinse che il suo lavoro di una vita sarebbe stato passato ai posteri con il nome di Bembo… oggi i suoi diari sono un’importantissima testimonianza sulla vita del Rinascimento, mentre l’esangue retorica di Bembo non la considera nessuno.
Il significato “parabolico” di questa riflessione è questo: prima pensavo la gloria potesse essere surrettizia e arrivare inaspettata, come accaduto a Sanudo, dopo morto e mai avrei potuto immaginare che la gloria potesse svanire. In realtà non v’è cosa di più effimera che la gloria per un’azione o un incarico: che bella casa! Che ottimo risultato economico quest’anno. Certo, fino a che non arriva il terremoto.
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