Il mondo sta cambiando; Google Earth, benché sia come il grande fratello, permette di vedere cose che normalmente sfuggono all’umano controllo.
Sono anni che vedo una cosa senza mai averla guardata. La differenza è sottile, me ne rendo conto, però è così: davanti a Trieste c’è, nel mare, una grande chiazza di colore marrone scuro-chiaro che, all’interno dei frangiflutti, copre l’intera superficie del mare [video sotto].
Che cosa quella macchia sia, non lo so, però posso provare a immaginarlo.
Dal sito ufficiale si apprende che La Ferriera produce[¹] coke, ghisa sferoidale, ghisa di affinazione e ghisa ematite. Sulla pericolosità, o meno, del processo di produzione non voglio pronunciarmi, invero, sono molte le associazioni che, a gran voce, da molti anni chiedono la chiusura di una fabbrica incastonata nel pieno della città. Quello che a me preme è capire come sia possibile che un’industria privata abbia per colpa o imperizia “sporcato” il mare di Trieste (quindi pubblico-demaniale) e nessuno, per quanto ne so, lo abbia fatto notare a chicchessia.
Sul sito ufficiale della Lucchini Piombino c’è una pagina di Domande & Risposte che, purtroppo, è ancora in costruzione…
La mia indagine, non avendo io intenzione di fare ricerche spionistiche, parte dunque semplicemente dal chiedere, gentilmente, delucidazioni sulla causa di inquinamento[²] del Mare, in data accertata del 22 Settembre 2008. Allego e-mail inviata alla cortese attenzione di un funzionario di PR.
Gentile funzionario della “Ferriera”, le scrivo questa e-mail per ricevere delucidazioni riguardo un fatto avvenuto tra il 2006 e il 2008. Utilizzando Google Earth ho notato che, in tale lasso di tempo, di fronte alla “Ferriera” si è formata una inconsueta macchia di un materiale non ben definito, ma presumibilmente legato al vostro processo di produzione, che ha “sporcato” il mare. Vorrei gentilmente sapere, in questa mia, se il fatto è stato da voi notificato e, se sì, di che cosa si è trattato.
link: http://maps.google.it/?ie=UTF8&ll=45.616919,13.768015&spn=0.043945,0.076647&t=h&z=14
Cordialmente, Michel Giovannini
Mail spedita, attendo risposta.
[ Aggiornamento, 2 Novembre ]
Dopo diverse ore di ricerca – attendendo una risposta ufficiale, non ancora pervenuta -, sono riuscito a trovare alcuni dati importanti:
Nel Maggio del 2008 la Ferriera è stata posta a sequestro per aver creato un deposito di rifiuti speciali e tossici misti a scarti di lavorazione del processo produttivo (scarti di lavorazioni edili, cementi armanti, residui organici, barattoli di vernice, gomme d’automobile, materiali ferrosi non autorizzati e addirittura un pianale di un camion demolito. Tutti rifiuti per cui non vi è autorizzazione alla discarica[³]). Bello!
Cercando e cercando in rete, sono giunto anche a un’altra interessante informazione che, sinceramente, non ricordavo: il 18 aprile 2008 Dipiazza [sindaco di Trieste] aveva reso noto che il 17 marzo era stato rilevato, nella zona di Servola, un valore massimo di polveri sottili pari a 1740 microgrammi/metro cubo, a fronte dei 50 microgrammi/metro cubo, da legge, concessi.
COSA?!
Ma quindi i miei toni, adesso, possono cambiare, senza paura di star prendendo un granchio (che, davanti al mare di Trieste, creperebbe nel giro di 5 minuti mi pare di capire). Se l’esistenza della Ferriera, ovvero non esistenza per i triestini, viene contestata solamente nella “puzza” che il processo produttivo genera, si può discutere o meno della sua ingiusta soppressione, ma se esiste una legge che limita le emissioni di polveri sottili e – dato l’alto valore rilevato – essa viene sistematicamente infranta, la Ferriera va chiusa, non per simpatia, ma perché agisce nell’illegalità.
La mia campagna, adesso, assume una valenza superiore… sì, insomma, adesso mi sento di agire in nome di Dio!
to be continued…
[ Aggiornato il 25 Nov. ]
La Ferriera non mi ha ancora risposto.
[ Aggiornato il 8 Dic. ]
La Ferriera non mi ha ancora risposto.
[ Aggiornato il 17 Dic. ]
La Ferriera risarcisce i cittadini danneggiati – per l’emissione di polveri e fumi e i conseguenti imbrattamenti
La Ferriera di Servola mette mano al libretto degli assegni e risarcisce i cittadini che si sono costituiti in giudizio per non dover sopportare ulteriori emissioni ”fuorilegge” di polveri e fumi.
La decisione della proprietà di versare il denaro, – un paio di migliaia di euro per persona o poco più – è emersa ieri nell’aula del Tribunale in cui il direttore dello stabilimento Francesco Rosato e i manager del gruppo siderurgico Giuseppe Lucchini, Giovanni Gillerio ed Hervè Kerbat devono rendere conto alla legge dei 240 sforamenti del limite delle polveri verificatisi tra il 2007 e il 2008 dagli impianti dello stabilimento.
«Le trattative sono positivamente avviate con la parte civile senza che ciò presupponga una assunzione di responsabilità» ha precisato l’avvocato Giovanni Borgna, storico difensore del gruppo siderurgico bresciano. In apertura di udienza aveva aggiunto che la società «è sempre stata disponibile». Accanto a lui era schierato l’avvocato Guido Fabbretti che rappresenta in questo processo l’associazione ”Nosmog” e un gruppo di cittadini che hanno deciso di monetizzare il loro disagio e l’abbassamento della qualità della loro vita. Anche Fabbretti ha confermato che «le trattative sono molto avanzate». Perché la discussione tra le parti possa concludersi favorevolmente, il giudice Paolo Vascotto ha concesso alle parti un mese e mezzo di tempo. Il processo riprenderà il 3 febbraio e in quella data dovrebbe anche concludersi perché il Gruppo Lucchini ha chiesto di essere ammesso all’oblazione. Pagando una certa cifra dopo aver riportato le emissioni nei limiti previsti dalla legge, il reato contestato dalla procura, si estinguerà.
Ieri il pm Federico Frezza in apertura d’udienza ha contestato ai quattro imputati, peraltro assenti, 66 nuovi episodi di sforamento accaduti prima del 24 novembre 2009. La nuova contestazione non vanifica la richiesta di oblazione presentata dai vertici della Ferriera e tantomeno l’esito del processo perché la Ferriera può legittimamente e lecitamente emettere una certa quantità di polveri e fumi. Inoltre la proprietà ha eseguito tutti gli interventi migliorativi indicati nella relazione del professor Marco Boscolo, consulente della Procura. Sono stati adeguati il sistema di aspirazione del piano di colata, della macchina a colare nonchè quello di irrorazione del parco minerali. La spesa sostenuta è stata valutata in svariati milioni di euro, di fronte ai quali i risarcimenti rischiesti dai cittadini costituitisi parte civile, appaiono infinitesimali, poco più di una gratifica o di una generosa mancia. [fonte]
[ Aggiornato il 23 Gennaio 2010 ]
La ferriera non mi ha ancora risposto ^_*
[ Aggiornato il 17 Febbraio 2010 ]
La ferriera non mi ha ancora risposto.
[ Aggiornato il 28 Febbraio 2010 ]
Il giorno 26 Febbraio Antonio Caiazza del TGR ha realizzato un pezzo prendendo spunto da questo mio articolo e quindi “portandolo avanti” andando a chiedere all’ARPA di Trieste delucidazioni sulla macchia. Purtroppo – e come era prevedibile – l’osservazione a occhio nudo, anche se specialistica, non ha portato a nessun grande scoperta, però se ne è parlato. Anche se “La Ferriera” non ha risposto nemmeno alle sollecitazioni della RAI per chiarire l’origine della contaminazione, poco male! Io continuerò la mia “battaglia” verso la verità. A fianco riporto il pezzo passato in televisione: mi scuso per il fastidioso out of sync del filmato, ma è stata una vera impresa “rubarlo” dal sito della RAI e quindi convertirlo in un formato decente (usano Real Player).
E così insomma, sono diventato famoso :P
p.s. alla faccia di Luca Barbareschi che ruba le battute a Spinoza.it, Antonio Cavazza mi ha contattato e mi ha avvisato della volontà di fare il pezzo, indicandomi anche il giorno e l’orario di trasmissione. Bravo, così si fa!
[¹] prodotti utili e importanti durante la, così detta, Rivoluzione Industriale. Sì, 1800ish.
[²] se non biologico, quantomeno visivo.
[³] la foto dal satellite è del Settembre 2008; tale pianale di camion e i copertoni, non sono riuscito a trovarli, a vista.
clicca con il destro e fai “salva con nome” per scaricare il video dell’articolo. Puoi farne quello che vuoi, basta che non dimentichi di citare da dove è venuto ;)
clicca con il destro e fai “salva con nome” per scaricare il video dell’articolo. Puoi farne quello che vuoi, basta che non dimentichi di citare da dove è venuto ;)
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#1 Commento by Renée — 3 novembre 2009
Il Sindaco Dipiazza, dal giorno stesso in cui è stato eletto per la prima volta, ha iniziato la sua campagna per chiudere la Ferriera di Servola e, a tutt’oggi – visto che loro provvedono a costruire altri mostri per renderla più sicura… stanno arrivando alla Risiera di San Sabba – non è riuscito nel suo intento che poi era uno dei primi punti del suo programma. Ha fatto intervenire la Magistratura, ha fatto mettere un lettore di polveri sottili dimostrando di quanto fossero superiori alla norma… (Molta gente si è ammalata di cancro ai polmoni, ma vallo a dimostrare il perché!); è andato a Strasburgo, ma, a tutt’oggi, non è riuscito a far chiudere quel mostro che provoca morti e malanni, che dà ormai pochi posti di lavoro. Il perché non ci è dato a sapere… Se lo scopri tu, grazie!
#2 Commento by Michel Giovannini — 24 novembre 2009
Da notare che “La Ferriera” non si è degnata di rispondere. Sono indeciso se andare dai carabinieri o meno per fare notare la cosa. Se butto qualcosa a terra becco 50€ di multa. Se scarichi sostanze non ben definite in mare, niente. Ah l’italietta!
#3 Commento by Antonio — 17 febbraio 2010
Sono un giornalista e vorrei mettermi in contatto con la persona che ha inserito il pezzo sull’inquinamento nel Golfo di Trieste davanti alla Ferriera di Servola.
Grazie.
#4 Commento by Michel Giovannini — 17 febbraio 2010
le ho mandato una mail. Saluti
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