Su Facebook è stato recentemente rilevato[¹] un gruppo denominato “UCCIDIAMO BERLUSCONI”, creato il 10 Ottobre 2008[²] e “denunciato” da Maroni più o meno un anno dopo. L’idea che la persecuzione del gruppo di FB, oggi, sia strumentale o quantomeno correlata alla lettera di minaccia contro Berlusconi-Fini-Bossi, è palese. Ma non sono qui a discutere di questo, invero, solo uno stolto prenderebbe seriamente una lettera di minaccia stampata in Comic Sans (leggesi font da bambini) e un gruppo di Facebook.
BlahBlahBlah. La cosa che mi ha fatto imbestialire non è stata la palese volontà liberticida di utilizzare la scusa della sicurezza del premier per impedire l’accesso a Facebook (come faranno), covo di dipietristi e sporchi comunisti, quel che mi ha fatto imbestialire sono state le reazioni della Lega Nord, nella figura di Maroni.
Abbiamo disposto che il sito contenente minacce al premier apparso su Facebook venga chiuso e denunciati quelli che sono intervenuti; non credo che esista un paese al mondo dove qualcuno può scrivere su un sito “uccidiamo il premier”. È apologia di reato, anzi peggio; non riesco a capacitarmi che ci sia qualcuno che possa esprimere l’intenzione di uccidere un’altra persona.
Perché queste sue dichiarazioni mi hanno fatto imbestialire? È presto detto. Qualche mese fa, sul “sito”[³] di Facebook è apparso un gruppo denominato – TORTURATE I CLANDESTINI È LEGITTIMA DIFESA -.
Capisco che per una persona poco intelligente la differenza tra “torturate” e “uccidete” è abissale, invero, come si può pensare di denunciare un ragazzo che scrive “uccidiamo Berlusconi” e non – qui sì – torturare un membro del proprio partito [fonte] che scrive – qui no – “ammazzate i clandestini”?
Il segretario della Lega Nord Mirano, all’epoca, ha disconosciuto la pagina dal suo account creata, solo uno scherzo di cattivo gusto, annunciando però che sarebbero state svolte delle indagini per capire chi è stato [a rubargli la chiavetta USB, a loggare sul suo account di FB e a fare un messaggio chiaramente allineato con il pensiero leghista. n.d.a.].
Poveri noi.
No, non voglio dire che trovo stupido impiegare – eventualmente – le forze dell’ordine per perseguire 17 enni che si comprano la maglietta del Che pensando sia un cantante folk russo, uno spreco non indifferente di soldi pubblici, no, non voglio. Non voglio dire che stiamo tutti ancora aspettando di avere notizie delle misure prese contro le criminali parole di Giancarlo Gentili [fonte]. No, non voglio dire che di gruppi che ineggiano ad ammazzare politici, religiosi, giornalisti, gatti delle suonerie, etc. ve ne sono a migliaia e che focalizzare l’attenzione su Berlusconi e basta, è solo e unicamente un altro modo per ricordare che “qui comanda lui, o quantomeno vorrebbe”. No, non voglio scadere così in basso. Voglio invece dire che ritengo quel gruppo sia frutto esclusivamente della politica berlusconiana e del suo “quasi ventennio” di regime televisivo. Un regime che ha completamente svuotato le persone – i giovani in questo caso -, riempendoli di niente, un niente che si manifesta facilmente nell’espressione “a Titoli”, la tautologia facebookiana: il gruppo per tutti quelli che la mattina si lavano i denti; il gruppo per tutti quelli che guardando un tramonto vedono il sole; il gruppo per tutti quelli che hanno due mani e due piedi; il gruppo per tutti quelli a cui fa male la testa leggere dieci righe di fila di una filastrocca per bambini, etc…etc…
Non parlo per sentito dire. La mia adolescenza non è stata sconvolta solamente dall’alone rosa della “Pubblicità Progresso contro l’HIV”, essa è stata turbata pure da inutilità propagandiste quali Super Vichy, l’A-Team, Indovina il prezzo giusto, e Candy Candy (cristo santo!), etc…etc…
dmm qlc, se c 6 btti un kolpo
Torniamo seri, per così dire… io trovo questo PDL sembri un animaletto ferito che non riesce più a muovere le zampine: sotto sopra, gambe all’aria e ali al vento. Un vento che ha smesso di soffiare però e che, meccanicamente, viene alimentato da qualche schiavetto che soffia sulle vele di Luna Rossa che ha smesso di regatare. Fin che la barca va, lasciala andare, fin che la barca va, finché la barca non affonda.
[¹] questo è stato rilevato, in realtà sono molti, ma molti di più, tutti creati con la stessa – supposta – finalità.
[²] se la polizia austriaca fosse stata così inefficace, l’Italia la si faceva nel 1810!
[³] uno che parla di un gruppo come fosse un sito, dimostra di aver capito tutto di internet. Non dico che egli debba sapere, ma almeno informati dei “terminini tecnici”, PD!
- Manifestazione popolare per richiedere le dimissioni di Berlusconi La mia idea di democrazia sta tutta qua: un gruppo di giovani che si ribella ai vecchi. Io non sono uno che, generalmente, si lascia trascinare dentro a manifestazioni del genere; perché sono inutili, perché sono “contemplate” nello schema dei partiti. Questa volta però la cosa è diversa. Dal proclama ufficiale: a noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che...
- False pagine di Facebook è pubblicità virale. Non abboccare Non voglio indagare sul perché una persona clicchi ed entri in un gruppo che le promette account VIP, chat speciali e amenità del genere, su questo non voglio indagare, ma sul processo mentale che porta a credere queste proposte siano vere, sì. 1) se l’applicazione propone una feature “ufficiale” di Facebook, perché non è Facebook a pubblicizzarla? 2) se per attivare l’applicazione sono richiesti...
- Sicurezza e riservatezza su Facebook, come? Personalmente ritengo che un pericoloso mix di invidia e smania di protagonismo abbia portato noi tutti a voler rinunciare alla nostra privacy in nome di un valore ben più altro: il berlusconiano voler far parlare di sé. L’escalation rivelatrice, che ci porta a comunicare a chicchessia Nome; Cognome; Religione; Orientamento Politico; stona con la legga sulla privacy che impone i nostri dati sensibilissimi siano segreti...











#1 Commento by Renée — 23 ottobre 2009
“La giustizia funzionerebbe se non si facessero leggi per aggirarla”… Per un attimo lasciamo perdere Berlusconi che mi dà la nausea parlare sempre e soltanto di lui! LA GIUSTIZIA, IN ITALIA, NON FUNZIONA: è lenta, tanto che la prescrizione è un metodo consolidato per “allegerire” il lavoro (il primo lavoro…) di magistrati, avvocati, e via via… sino all’addetto all’archiviazione/dati. E’ ingiusta, è pressapochista, è corrotta (io conosco quello che mi ha detto che l’altro)e solo di rado arriva, in caso di conclamata colpa, allo sconto della pena, magari intera (esiste ancora la possibilità che uno sconti l’intera pena e interamente in carcere?)Le prigioni sono piene? Per lo più di poveri diavoli che hanno rubacchiato, emigrati senza visto, roba da poco ecc. Tanto i veri delinquenti stanno nelle carceri di massima sicurezza (è facile contarli) Poi in carcere ci stanno le mamme ammalate che uccidono i figli e non si ricordano di averlo fatto (in carcere non in ospedali di cura); negli ospedali di cura sta invece chi ha ucciso sapendo di farlo, ma ha crisi che fanno presupporre il suicidio; a casa sta chi ha commesso il reato, sapeva di farlo, ma è tanto ammalato… Ma dai DIRE CHE IN ITALIA FUNZIONA LA LEGGE e come dire CHE QUELLA FOTO CHE HAI MESSO SU FB NON FA CAGARE E NON FA PENSARE CHE TU SEI VERAMENTE COSI’ (Mi dimostro peggiore, così posso attestare che sono migliore? Bambinesco!)
trackbacks