I magistrati sono magistrati. I politici sono politici. I giornalisti sono giornalisti (non sempre). Etcetera etcetera etcetera. Quelli della mia età, a metà tra il comunismo e la globalizzazione, sono vissuti con un’idea in testa della giustizia: dura lex, sed lex (anche quelli un po’ più vecchi).
Prima l’idea un magistrato potesse emettere una sentenza politica era qualcosa di non immaginabile. Prima. Prima arrivasse un certo Mr. B sostenendo di essere al centro di una congiura politica volta a sovvertire il – così detto – volere popolare democratico.
Prima l’idea dei pentiti – un mafioso si “pente” e spiffera i nomi di altri mafiosi che a loro volta si “pentono” e spifferano il nome di altri mafiosi che a loro-loro volta si pentono e spifferano il nome di altri-altri mafiosi, etc..etc.. – era sacrosanta. Nessuno mai ha potuto pensare la cosa in sé fosse sbagliata poiché anche a fronte di un’iniziale ingiustizia (graziare i pesci piccoli per pigliare i pesci grossi), il sistema alla lunga è volto a distruggere il sistema attaccato.
Prima.
Oggi le cose non sono più così, invero, tutti vogliono solo affossare Berlusconi. I porci magistrati comunisti-stalinisti e i mafiosi. Potrebbe anche essere, no? Sì, certo. Potrebbe. Però io mi domando – e la domanda “viene da se” -, se la giustizia dimostra la sua fragilità (se è vero che i magistrati e i mafiosi sono contro Berlusconi e sono fantasiosi calunniatori) perché tale fragilità non viene contestata a 360°? Mi spiego meglio. Se è realmente possibile la magistratura e la mafia architettino un progetto per demolire l’uomo più potente d’Italia, chi ci dice tali cose non avvengano anche più in piccolo? Se Berlusconi ha ragione, quante sono le persone che vengono ingiustamente incarcerate – solo perché il PM di turno ha la luna storta -, quanti sono stati gli innocenti finiti in carcere a causa di pentiti fantasiosi[¹]?
Il regime berlusconiano almeno per una cosa è servito: ci ha dato un punto di riferimento (verso il basso, sia chiaro) talmente preciso che ritengo esso sia una di quelle cose che si finirà per studiare a scuola (con la guida TV in una mano e il Principe[²] nell’altra). Se Berlusconi ha ragione, tutto il sistema va riformato poiché non si può più credere ai pentiti e non ci si può più fidare dei magistrati. Criticare l’ordine costituito (perché è questo che Berlusconi fa, dichiarando tutti contro di lui) a casa mia si chiama sovversione, e la sovversione in uno Stato non può essere tollerata poiché lo Stato detiene il monopolio della legalità. Irrazionale follia costituzionale, verso quali mefistofelici lidi stiamo attraccando?
p.s. il video [sopra] È UN FALSO. Ho comunisticamente comunistato il video per dare un’idea diversa del pezzo “giornalistico” trasmesso da Rete4, con lo scopo di rendere SATIRA per focaccia! Ripeto: È FINTO; NON È MAI ANDATO IN ONDA E LA NOTIZIA “D’APERTURA” È ANCH’ESSA FINTA, COME FINTI SONO I PROPOSITI PER I QUALI IL VIDEO È STATO DA ME (3 ore ci ho perso, santo dio!) CONFEZIONATO. Il video originale è questo [link]
[¹] notare che Spatuzza accusa anche Dell’Utri, il quale è stato già condannato per mafia.
[²] mi riferisco a il Principe di Machiavelli.
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