Gino, ex di Noemi Letizia, ha ritrattato, in un certo senso, tutto quello che aveva detto a “La Repubblica”, con una lettera a “Il Mattino di Napoli”. Di seguito il testo.
Cara Noemi,
da giorni desideravo scriverti per raccontarti il mio punto di vista su questa incredibile vicenda che ci vede coinvolti. E ho deciso di farlo attraverso le colonne del Mattino.
Voglio raccontarti, con parole semplici, la mia verità. In questi giorni è stato detto e scritto di tutto. È stato detto che sono un camorrista, un boss, un bugiardo, un leader di sinistra, un diffamatore. Insomma, una schifezza di uomo. E un pregiudicato. Questo è vero, ma non ho mai fatto un giorno di carcere. Ho fatto un unico errore, quella rapina al Rettifilo, e me ne sono pentito amaramente. Per il dolore provocato ai miei genitori, e non solo a loro.
Devo farti una premessa: nel video realizzato dai giornalisti di Repubblica, che mi hanno cercato per chiedermi di te e della nostra storia d’amore, ho detto la verità, ma non ho diffamato nessuno. In quel video ho raccontato solo delle telefonate che hai ricevuto dal presidente del Consiglio Berlusconi
Ma non so, nè potevo sapere, se la tua famiglia aveva avuto già contatti, in precedenza, con il presidente del Consiglio. Dopo quel video si è scatenato un putiferio. È stato detto che avrei preso dei soldi: semmai sono stati altri ad offrirmene, per avermi «scomodato».
Ora apro gli occhi e riesco a capire tutto. Le mie parole sono state strumentalizzate: da qualcuno che, non potendo attaccare l’uomo del popolo – così io chiamo il Presidente – per il suo lavoro, usa l’arma del gossip, del pettegolezzo.
Qualcuno ha addirittura insinuato che tu abbia avuto rapporti di sesso con Berlusconi. Conoscendo te, e i tuoi valori, so che questo è impossibile. D’altra parte, che male c’è se il capo del governo è amico di una famiglia normale? Questo fa parte della sua vita privata. Ma è di noi, cara Noemi, che voglio parlare. Sono dispiaciuto per tutto quello che si è venuto a creare. Non lo avrei mai immaginato.
Ti chiedo scusa pubblicamente, e chiedo scusa a tutti per il clamore suscitato dalla nostra storia d’amore. Ora ti auguro tutto il bene del mondo. La nostra storia è finita per decisione di entrambi, ma è finita bene, senza litigi e senza rancori. Come finiscono, purtroppo, tante storie di ragazzi innamorati.
L’unico rammarico: la nostra ultima telefonata, quella del gennaio scorso, nella quale ci siamo rinfacciati a vicenda di meritare di più. Quell’ultima burrascosa telefonata potevamo evitarla. Ma la nostra storia non è finita per colpa di Berlusconi o di chiunque altro. È finita quando ci siamo accorti di non essere fatti l’uno per l’altra.
Questa è la verità e non voglio più aggiungere nulla. Ora voglio soltanto essere lasciato in pace, da tutti.
GINO FLAMINIO
Questa lettera è pura e cristallina, fatta sotto la luce del giorno[¹]. Che belle cose! Che belle parole! Forse troppo, no? Se questa è la lettera di un operaio ventiduenne, con la passione per il kickboxing, pregiudicato, anche se non si è fatto neanche un giorno di carcere [che belle cose da sentire!]… io sono Cattolico praticante. Ma forse, tutto ciò, fa parte del miracolo italiano di stampo berlusconiano promessoci alla discesa in campo. Ho provato a evidenziare, sottolineando, le finezze di stampo letterario-giornalistico che dubito fortemente possano essere proprie di uno non abituato a scrivere, se non sms o “a cosa stai pensando” in Facebook. Il dubbio atroce questa lettera non sia stata scritta da lui è troppo forte… devo, devo, devo, con i miei occhi, vedere questo “miracolo italiano”.
Youtube, nonostante lo schifi e disprezzi, mi viene però in aiuto: Intervista uno e due. [Se i video "scompaiono", fate un fischio che li ho backuppati]. Tralasciando le profonde riflessioni filosofiche – come se un salumiere ambirebbe a essere fidanzato di gennifer loppez -, che l’emozione può rendere a chiunque il pensiero offuscato [esami universitari docet], la parlata e l’accento non proprio fiorentini, tralasciando tutto questo, vi domando, secondo voi è possibile Gino abbia scritto questa lettera?
No. Rispondo io per voi.
Io a Gino – prima lo credevo su tutto, perché lo vedevo un ragazzo che, per quel che mi ha dimostrato, non pensavo che mai mi diceva qualche bugia[¹] -, ma dopo questo video no. Infatti, il sospetto sia stato egli manipolato realmente, è un qualcosa di più che un infangare[¹]; manipolato sì, “dall’altra parte”.
Vabbeh, ma si sa che i media sono quello che sono… avanti un altro, dai! Ah, comunque, anche a me, caro Gino, – delle cose sinceramente mi – fanno – un po’ senso[¹] - in questo paese di dementi.
[¹] citazione dall’intervista.
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