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zZZzZ...

22 dicembre 2009

Fiducia da una parte, volontà di linciaggio dall’altra. San Marco! San Marco!

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Quello che sta succedendo in questi giorni è folle, tanto che non mi va nemmeno di “linkare” gli articoli che ho proposto. Non sarebbe serio, invero, questa volta voglio proporre una riflessione serissima.

Sondaggi, sale fiducia premier

La fiducia al premier sale dal 45 al 48%, avvicinando così in un risultato quasi paritario coloro che danno un giudizio positivo all’azione di Berlusconi, a quelli che danno una valutazione negativa (49%).

In altre parole, il 48% degli italiani crede in Berlusconi, mentre il 49% degli italiani lo vuole ammazzare (stando alle nuove proposte liberticide reazionarie [fonte], delle quali ho già parlato qui).

Non serve essere Odifreddi per capire che 48% < 49%. Come è possibile una persona a metà tra la canonizzazione e il linciaggio in piazza possa sedere in parlamento, esserne capo, legiferare, dire – io rappresento l’Italia? -

Lo può fare perché viviamo in un sistema idiota.

Io ho un debole per la Serenissima Repubblica di Venezia, ritengo la loro costituzione mista fosse un qualcosa di estremamente funzionale e, soprattutto, che le istituzioni cercassero – senza riuscirvi spesse volte, ma almeno lo facevano formalmente – di creare una società migliore. Di seguito vorrei quindi portare un estratto – sintetizzato – del libro La Storia di Venezia di F. Lane, capitolo 30-3 “la pratica politica”, poiché trovo singolare valutare come noi, nel 2009, stiamo ancora a discutere di politica nell’intento di inventare qualcosa di migliore, quando la questione era già stata risolta mezzo millennio fa.

ultraVeneziaDucale4[...] il Maggior Consiglio si riuniva normalmente ogni domenica e i membri partecipavano tanto più volentieri alle sedute in quanto ognuna era come l’estrazione di una lotteria, da cui si poteva uscire con un bel premio per sé o per qualche amico. Le “ballotte” erano delle palline, quasi tutte d’argento ma un certo numero dorate. Per stabilire chi doveva appartenere alle commissioni di nomina (di solito quattro) tutti i membri del Maggior Consiglio si alzavano uno per uno dai banchi su cui sedevano e venivano alla piattaforma situata a un capo della sala, dove presiedevano il Doge e i suoi consiglieri, e dove si trovavano le urne piene di palline: se la pallina era dorata, il nobile rimaneva sulla piattaforma per fare parte della commissione di nomina, dopo aver mostrato la pallina a un consigliere ducale che verificava, grazie a certi segni segreti impressi sulla pallina stessa, che questa fosse stata estratta dall’urna quel giorno e che non fosse una falsa pallina portata con sé da qualche nobile impaziente di fare parte di una commissione di nomina. I consiglieri che avevano la fortuna di fare parte della commissione di nomina prendevano posto di fronte al Doge (volgendo però la schiena all’assemblea in modo che non vi potesse essere scambio di segni fra loro e chi ambiva essere nominato). Ciascuna commissione si ritirava subito in una stanza separata, dove di nuovo si tirava a sorte per stabilire a chi toccava per primo designare un candidato al primo degli uffici da coprire. Quando le quattro commissioni si ripresentavano al Maggior Consiglio, i membri di questo procedevano subito a votare – sì / no – per ciascuno dei candidati designati. Non c’erano restrizioni riguardo alla designazione dei membri della propria famiglia, ma in nessuna commissione di designazione potevano esserci due membri con lo stesso nome e quando si votava su un candidato di una famiglia i parenti dovevano lasciare la sala. La segretezza del voto era assicurata dal come erano fatte le urne (contenenti due scomparti, uno bianco per i voti favorevoli e uno verde per i voti contrari; quando l’elettore introduceva la mano nell’urna, nessuno poteva vedere in quale degli scomparti deponesse la sua pallina). La segretezza era tanto più necessaria, in quanto c’erano molte votazioni “contro”; la segretezza dava un carattere meno personale al risentimento degli sconfitti. I candidati dovevano essere votati nel giorno stesso in cui erano stati designati, in modo che non avessero la possibilità di procurarsi voti nell’intervallo.

Votare contro. Alla nostra moderna democrazia rappresentativa tale cosa pare assurda. Certo – come mi viene spesso fatto notare – Venezia non era perfetta; tuttavia trovo questo sistema di governo composto da consigli interdipendenti con funzionari eletti dopo il filtro dai “voti contro” (se venivi designato ma avevi più voti contro di quanti a favore, non venivi eletto) come un qualcosa di superiore a un’elezione che porta una persona ad essere amata da una parte del popolo e odiata dall’altra parte del popolo. Tartaglia a parte, è così.

Avendo riaperto il Lane, mi piacerebbe condividere un’altra interessante pratica politica veneziana: l’elezione del Doge.

Nel 1268 la procedura era così strutturata: dal Maggio Consiglio venivano scelti per sorteggio 30 membri; i 30 erano ridotti per sorteggio a 9; i 9 ne eleggevano 40; i 40 erano ridotti per sorteggio a 12; i 12 ne eleggevano 25; i 25 erano ridotti per sorteggio a 9; i 9 ne eleggevano 45; i 45 erano ridotti per sorteggio a 11; gli 11 ne eleggevano 41; i 41 designavano il Doge che doveva essere approvato dall’assemblea popolare (poi soppressa).

Questo esempio, forse assurdo, non gioca a mio favore. Più volte ho sostenuto Platone e quindi – indirettamente – Socrate. Socrate riteneva insensato il metodo di governo ateniese dell’estrazione a sorte (e l’elezione al dogato, si può dire, fosse una specie di “sorte ponderata”); tuttavia, data l’evidente condizione di decadimento della aristocratica elezione personale, trovo l’idea di sorteggiare una persona, dal mucchio, molto più funzionale rispetto alla democratica elezione personale-partitocratica. E sulla democrazia avrei tanto da dire a riguardo, invero, dovrebbe far riflettere il fatto che la dinastia Bush sia riuscita a portare 2 persone alla carica di Doge degli Stati Uniti d’America… gli americani sono 300.000.000, quante possibilità ci sono di far divenire presidente un membro della propria famiglia per due volte – quasi – di fila? (E anche il nonno era stato qualcuno di importante nello Stato). Se questa non è aristocrazia, allora io sono topolino.

Veniamo al punto. Conflitti sociali a parte. Berlusconismo o berlusconiani, di pietrini o terroristi di Facebook, ascoltatemi! Quanto gioverebbe all’Italia la possibilità di votare non solo “a favore” ma anche esplicitamente contro una persona? Se tale cosa fosse possibile, ci troveremo ciclicamente governati da persone con il nome non scritto su di un’ostraka [link] e senza alcuna taglia sulla testa. I politici, oggi, chiedono tranquillità politica, ma il popolo è esasperato dai politici, dalla loro manifesta incompetenza e dalla loro reiterata ingiustizia governativa.

Me lo spiegate cosa cavolo fa “l’Onorevole” Antonio Gaglione[link] alla Camera? Su 4963[¹] votazioni ha partecipato solamente a 427 (8,60%!). È alla sua sedicesima legislatura! Come si può non considerare ingiusto una persona “sieda” in parlamento, guadagni uno stipendio e poi non vada mai a fare il suo lavoro? Non è mai stato in “missione diplomatica” e addirittura quando è passata la legge sullo scudo fiscale a causa delle assenze della Sinistra – tra cui la sua, ovviamente – si è dimesso passando al Gruppo misto. Uno che viene licenziato dal posto di lavoro per incompetenza o assenteismo, non è che viene “passato” a un altro reparto, viene silurato senza se e senza ma. Gli onorevoli no, evidentemente.

È quindi inutile il parlamento legiferi per condannare da 3 a 12 anni di carcere chi inneggia alla violenza e all’odio personale (leggesi personam), quando sono loro che fomentano l’odio e la voglia di linciaggio. Dovrebbero essere loro ad auto-censurare i politici inefficienti, criminali e chiaramente incompetenti, ma non lo fanno, perché viviamo in una repubblica aristocratica, dove basta avere qualche soldo per “convincere gli italiani di poterli governare”. Da dove viene questa necessità di subordinazione? È presto detto. Dalla religione e dalla insana necessità di volontà di subordinazione a un capo prossimo.

Se la società fosse migliore, non ci sarebbe la necessità di tutelare i membri della società dal linciaggio, perché non ve ne sarebbe la volontà! Purtroppo le cose stanno così. Noi criminali di Internet qui a blaterare, con nessuno che ci ascolta e con un odio verso la – sedicente – classe politica dirigente che pensa solo a scaldare la poltrona (quando in parlamento ci va, i più scaldano il divano di casa). Vero Onorevole?!?!

[¹] dati 22 Dic. 2009

  1. Fiducia delle istituzioni nel “UELL FARE” di un non-nullatenente italiano medio Esattamente come Bossi nel 2004 [link] anche Berlusconi varca le Alpi per farsi curare in Svizzera [fonte]. Non voglio fare il nazionalista, però trovo curioso che lo Stato non creda nei “prodotti italiani”. Se oggi le auto blu sono prevalentemente Lancia, anni fa tra le 500.000 circa [fonte] auto blu italiane, se ne vedevano di tutte le nazionalità (ancora oggi, notasi l’AUDI sulla quale...
  2. Il corrotto condannato, il corruttore a Palazzo Grazioli La giustizia funziona, echm, la giustizia funzionerebbe se non si facessero leggi per aggirarla. La sentenza di primo grado ha condannato  il corrotto Mills che, come nessuno ricorderà, era stato pagato da Berlusconi per testimoniare il falso, a 4 anni e 6 mesi. Un processo molto poco controverso, sì, insomma, non doveva essere uno di quei processi spacca palle dove a suon di perizia...
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5 commenti »

  1. #1 Commento by FIL DE FER 22 dicembre 2009

    Invero trovo molto originale e da non sottovalutare l’esposizione qui riportata per capire il presente guardando il passato. Da questo modo di operare io sono personalmente d’accordo, infatti non sempre quello che al giorno d’oggi viene spacciato per modernismo,liberalità,democrazia…lo sono veramente. Al contrario il passato, specie studiando la Serenissima di Venezia, Paolo Sarpi e via dicendo troviamo sistemi costituzionali più efficenti, anche se talvolta macchinosi, che evitano la possibilità di duplicazioni-triplicazioni di poteri nelle stesse persone,famiglie,parentele. Guardando il nostro parlamento e senato a ROMA non possiamo non vedere la CASTA. Termine a cui attribuisco il più negativo significato possibile. Infatti l’aristrocazia politica che ci ritroviamo in Italia ( vedi il figlio di Sarkozy in Francia….)ce la ritroviamo anche in altri paesi. Ciò significa che la democrazia è stata alterata,rottamata,ridotta a semplice parvenza di una forma civile di convivenza elitaria contro il popolo “sovrano”.
    Perchè dico contro il popolo sovrano…ma perchè il popolo non è più sovrano nonostante elezioni libere e aperte a tutti.
    Infatti oggi si puo’ manipolare l’opinione pubblica come meglio si vuole e non mi riferisco solo alle TV di Mediaset, ma anche ai vari giornali di parte,alle trasmissione tv sulla RAI palesemente di parte ma meglio dire partigiane.
    Insomma il popolo è talmente oberato di tasse,balzelli,burocrazia e via dicendo che non ha molto tempo per fare esso stesso politica o seguire attentamente la politica e quindi si lascia condurre da tizio o da caio diventando chi il sostenitore di un vertice politico chi invece dell’altro chi addirittura lasciandosi andare all’estremismo politico.
    Alla fine siamo tutti perdenti perchè un paese non può andare avanti così e alla frutta ci siamo quasi arrivati. Basta poco un niente per farci andare in DEFAULT. Il fallimento di questa Repubblica è sotto gli occhi di tutti, ma molti preferiscono fare i ciechi,sordi e peggio ancora i muti, i silenziosi. Purtroppo questi silenziosi quando arriveranno anche loro alla frutta potranno essere i più pericolosi personaggio della “storia italiana moderna”.
    Non è pensabile non riformare la costituzione in senso federale perchè altro che Serenissima ci ritroveremo a copiare, imitare o modernizzare. La posta in gioco è molto alta e nessuno sembra accorgersene. Basta ricordare che nulla dura in eterno e nulla può sopravvivere per sempre…o per lungo tempo. Anche la Serenissima di Venezia dopo 1.100 anni dovette soccombere alla brutalità napoleonica fatta di guerra,sangue,tradimenti e non considerazione della dichiarazione di neutralità internazionale proclamata dalla Serenissima tra il confritto FRANCO-TEDESCO-AUSTRIACO.
    Venne spazzata via anche con manovre truffaldine a livello internazionale e peggio ancora dai SAVOIA che con il plebiscito del 1866 (ILLEGALE E TRUFFALDINO) SI ANNETTERONO LA VENETIA pubblicando 3 giorni prima della data del plebiscito l’avvenuta votazione a favore del SI’ !! Su oltre 3 milioni di Veneti solo 600.000 votarono e su 600.000 mila solo 67 votarono NO’ !! i Soldati piemontesi fecero bene il loro lavoro ai vari seggi con intimidazioni e minaccie….
    Se questo è un paese nato male…finirà peggio se i nostri rappresentati politici non capiranno che è venuta l’ora delle campane che chiamano a raccolta il popolo…..facciano quello che devono fare e non ci saranno sorprese !!!
    Per finire, DI PIETRO che avemo ammirato in mani pulite è diventato il peggio del peggio della politica italiana.
    Si faccia tesoro del fatto che bastano pochi…poche parole…pochi proclami per scatenare il popolo.
    Le menti labili ci sono…si tratta di capire chi li manovra e come e quante ce ne siano….forse troppe ormai!!
    W SAN MARCO SEMPRE !!!
    P.S. Ho qualche riserva su questo www-migio.com…sà tanto da agenti segreti o quant’altro…………


  2. #2 Commento by Michel Giovannini 22 dicembre 2009 commento autore

    Caro amico, in fin dei conti il problema non è nemmeno “la ragion di Stato”. Il Sarpi ne è l’esempio più lampante. Grande uomo di Stato che seppe far valere le ragioni di Venezia, a torto o ragione. Poco importa! Il problema è che “la ragion di Stato” italiana è divenuta “la ragione di Berlusconi”. Non è possibile, a mio avviso – e credo all’avviso di qualunque repubblicano -, non considerare come psicotico il fatto che si parli di un uomo e non dello Stato, che tutto l’intervento legislativo del parlamento sia volto a far evitare il carcere a un uomo – lo dicono i fatti – colpevole.

    Sfondi una porta aperta nel sostenere l’illegalità della dissoluzione della Serenissima, ma a mio parere guardi “troppo in la”. I veri colpevoli sono stati Metternich e la sua Restaurazione, volti a restaurare la Cappella Sistina alla meno peggio. Il principio di equilibrio ha superato l’orrore per la rivoluzione e i nobili veneziani che “se ga calà le braghe” non hanno aiutato molto. Ormai Venezia aveva impostato la sua difesa in una passiva e (moderna?) neutralità disarmata, che avrebbero potuto fare? Resistere con 20.000 uomini all’esercito francese?

    Una postilla, permettimi di strabuzzare gli occhi al tuo P.S. che, per quanto mi sforzi, non riesco a decifrare: – Ho qualche riserva su questo www-migio.com…sà tanto da agenti segreti o quant’altro………… –

    Che vuol dire?!?!

    Ciao :P


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