Politica
Una qualsivoglia proposizione articolata, mossa contro la politica, deve rigorosamente venir a contatto con la necessità di trarre delle conclusioni subordinate ad una condizione logica concreta; tuttavia la politica è semplicemente un sillogismo eristico, cioè si basa su premesse che sembrano apparentemente probabili, dove le premesse sono l'esistenza imposta, mentre l'apparente probabilità non è altro che la conseguenza data dalla premessa stessa; il confronto dialettico quindi, che sposta il senso della ragione dalla logica alla prevaricazione, è completamente insensato.
Io non voglio cadere nel tranello e non voglio assolutamente, per sudditanza o riflesso, partire da un punto di vista così svantaggioso... sono un fervente democratico, anche se può non sembrare, credo fermamente la società debba applicare il libero arbitrio alle questioni della società; tuttavia rinnego, categoricamente, la democrazia rappresentativa partitocratica ed il suo vizioso esistere, il suo idiota argomentare. Sono furioso! E la mia ira è diretta ai politici ed a tutti coloro che, sfruttando il perbenista mondo libero moderno, fanno della democrazia uno strumento d'oppressione. Abbiamo bisogno della politica, dello Stato, ma chi ha detto che devono essere altri a scrivere le regole per noi?
Non sono i giocatori che ci ostiniamo a voler cambiare il problema, ma le regole; dobbiamo idealizzare un partito politico che cambi la politica e che successivamente si dissolva... è tempo di rivoluzione sociale!
Scarica manifesto politico v.1, 24 Maggio 2008
Religione
Molto spesso mi sono trovato a discutere di Dio e della sua essenza, trovandomi sempre, benché forte di profondo ed articolato ragionamento, in una posizione imbarazzante. Qualsiasi mio tentativo di ragionare viene sempre stroncato dal dogma della fede del mio interlocutore! Vorrei quindi che qualcuno provasse a confutare questo mio non-paradosso, che definisco tale perché considero sia paradossale ritenerlo non esaustivo riguardo la questione.
A) Non è possibile dimostrare che Dio esiste, quindi non
esiste.
B) Non è possibile dimostrare che Dio non esiste, quindi esiste.
La frase A si propone di accertare l'esistenza di Dio e, in maniera booleana, si risolve in: (1) c'è e (0) non c'è. La frase B replica il ragionamento proposto per la frase A e, dato che non è possibile dimostrare che Dio non esiste, egli esiste; tuttavia, dal momento che la frase A aveva ragionevolmente determinato, utilizzando l'identica metodologia applicata alla B e dunque priva di vizi di forma lessicale, che Dio non è verificabile, e che quindi non esiste, Dio non esiste!
Sì, certo, teoricamente si potrebbe continuare a rileggere le due frasi, trovandosi sempre con una che annulla l'altra, ma arrivati al punto della seconda frase, la conclusione è che non esiste proprio perché esiste! Se qualcuno vuole provare a confutare questa mia tesi, che attualmente sto sviluppando in un "dialogo moderno," può farlo esponendomi il suo pensiero via mail che, se degno di nota, introdurrò nel contesto riflessivo.
Nel frattempo partecipa al concorso correlato: dimostra che Dio esiste e vinci una XBOX + giochi, usata!
Scarica regolamento v.1, 24 Maggio 2008
Letteratura
È la decima volta che rifaccio lo stile del sito. È la decima volta che mi trovo a dover pensare a qualcosa d'intelligente da scrivere riguardo la mia persona; sì, insomma, quell'ipocrita e classica nebulosa di parole che descrive l'autore cibernetico che si sta visitando. Questa volta però voglio fare altrimenti, infatti, ritengo che i miei scritti dicano di me molto più di quanto io ora potrei concepire e per il nostro modo di pensare, ordinato e superficiale, mi sembra una buona cosa mandare ogni tanto tutto all'aria. Quello che avevo da dire è racchiuso nei miei scritti, che hanno sconfinato, per adeguarsi alle mie curiosità, la sottile linea che separa un pensiero poetico da un dogma politico. Non lo so cosa sarà di me; ho 27 anni, sono un ragioniere informatico gestionale, e mi sento terribilmente fuori luogo.
