Da un po’ di tempo me ne vado via dalla città, se così possiamo dire, per andare a studiare in montagna, se così possiamo dire. No, non è una villeggiatura in grande stile, è semplicemente un prato isolato dove si può trovare – per qualche ora – un po’ di pace dal frastuono cittadino. Per arrivare al prato si deve percorrere Via Antonio di Peco; io non sapevo si chiamasse così, non sapevo nemmeno quel “sentiero” avesse un nome.
Il tracciato nella foto satellitare (grazie Google), sopra riportato, lo ho aggiunta per dare consapevolezza situazione: il percorso parte dallo Stadio e arriva al “mio prato” (quando dico “mio” intendo anche “tuo”, “nostro”, “di tutti”). No, non sto facendo la guida turistica, sono bensì qui per denunciare un crimine gravissimo che sono intenzionato a portare alla luce e, in un certo senso, risolvere. Tra le ore 18.00 del giorno 26 Agosto e le ore 17 del giorno 28 Agosto qualcuno ha trasformato il prato in discarica.
Appena visto questo schifo, da bravo cittadino democratico, mi sono recato dalla Polizia Municiale, dove mi hanno detto che quella via viene utilizzata costantemente, da invicili, per scarichi abusivi e che l’Acegas passa, a scadenze fisse, a ripulire. Cooooooosa? Io questa cosa non l’accetto! Soldi pubblici spesi per pulire il “mocio” di un privato? Ma vaffanculo! Una cosa è danneggiare la proprietà privata; una cosa è la proprietà pubblica. Sì, lo so che la gente comune – et gravemente ignorante – ritiene sia più importante il proprio giardinetto, la propria bella macchinina piuttosto che uno spazio verde di tutti e un palo della luce pubblico, ma-la-cosa-non-è-così-!
Dopo essermi recato alla Polizia Municipale, non pago, sono tornato sul luogo del delitto e ho iniziato a raccogliere “prove”. Sinceramente non contavo di essere così bravo (di avere una botta di culo stratosferica)… sono stato talmente “bravo” che adesso mi ritrovo tra le mani niente meno che il nome dello stronzo/stronza e, addirittura, una ragione sociale, un indirizzo e un telefono (povero mona, ti rovino!)
Prima di presentare querela voglio però essere sicuro e non calunniare gente a caso, come ama fare il “nostro” Presidente del Consiglio. Io voglio la certezza matematica: prima di ingegnarmi con cimici e pedinamenti (che poi magari mi prendono per stalker!), sono qui a chiedere il vostro aiuto. Prima cosa – fai girare questo link a tutti i triestini che conosci – e poi cerca, guardando la foto sopra, di riconoscere un negozio nel quale sei entrato/entrata qualche tempo fa e che, per magia, di recente ha cambiato mobilio o che più miseramente ha chiuso-è fallito. Io ho altre foto, che però tengo per me dal momento che sono incriminanti e non voglio, come detto, sbilanciarmi (per il momento). Per aiutarti permettendoti di aiutarmi, ti concedo un dettaglio particolare: l’arredo dovrebbe essere di un negozio che ha a che fare con merci di drogheria-parrucchiera.
Se riconosci in questo schifo il negozio sotto casa, non esitare a contattarmi: mogiomettilachiocciolinamigio.com
Alternativa. Se conosci il proprietario/proprietaria e non vuoi aiutare me, ti invito almeno ad aiutare lui/lei in questo modo: fammi contattare! Per questa volta, infatti, a me basta ricevere delle scuse – e le riceverò a nome della collettività – e che il prato torni pulito, torni di tutti (insomma che lo schifo venga rimosso a spese sue).
Grazie!
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