Gli americani amano la cultura “classica” poiché loro non la hanno; il timido e violento affacciarsi degli americani nella storia della nostra Europa e, soprattutto, della nostra Italia, potrebbe essere visto positivamente se fatto con rispetto (rispetto dovuto a popoli che teorizzavano il concetto di Stato quando le loro teorizzazioni nemmeno esistevano), ma non è così[¹].
Un esempio di poco rispetto: gli americani sono terribilmente affascinati dall’impero romano, non per amore dell’idea posta alla base della coercitiva volontà di educazione barbarica (relativa), bensì perché si riconoscono in Roma e nel suo antico e “legittimo” potere mondiale. La loro società però, diversamente da quella europea, è drammaticamente ignorante e non riesce a prendere le cose per quel che sono ma ha bisogno di distorcerle per piegarle a favore di coscienza (un anno di abbonamento Sky mi ha fatto capire ciò… History Channel è sorprendente per quanto distorce la realtà e per quanto propagandistico sia). Sia ben chiaro però, mai, e dico mai, ho dubitato della pochezza culturale americana: tralasciando la loro stessa costituzione, edificata sul pensiero di Montesquieu (non quindi un loro colono illuminato; la figura di George Washington – loro massimo campione intellettuale – è patetica quanto il nostrano Pierino), la cosa che più mi innervosisce è il sapere che tutto il loro strapotere tecnologico derivi direttamente dalla tecnologia tedesca rubata al termine della guerra nel 1945 (leggetevi cos’è l’operazione Paperclip). No, no, non son qui, adesso, a parlare di tediosa storia, invero, finché giocano a fare i fighi rubando le idee spacciandole per proprie – in un certo senso -, la cosa non mi tange, ma che possano permettersi di rubare la nostra letteratura… no, questo non lo accetto.
L’ultima e forse “la più pessimissima” caduta di stile a stelle e strisce ha offeso me come nemmeno puttanopoli ha fatto: affascinati dalla cultura europea si sono permessi di prendere la Divina Commedia e di farla film[²] e, non paghi, pure un videogioco[³].
Quando ho letto la notizia del film, inizialmente, mi sono sentito “felice”, perché immaginavo una trasposizione fedele del libro più bello del mondo (storcendo però il naso immaginando l’interpretazione americana di un libro unico e di impossibile traduzione efficace – vuolse così colà dove si puote ciò che si vuole -). Ieri sera, finalmente, mi sono trovato per le mani il DVD di Sean Meredith (regista) e ho iniziato a guardarlo. Che cos’è dunque Dante’s Inferno? È semplicemente l’opera di Dante adattata per la visione di un pubblico di dodicenni: conserva il “protagonista”, l’ambientazione in “gironi” e, in un certo senso (molto ma molto lato), la trama generale.
“Dante” incontra Virgilio; questa espressione da segaiolo nella versione originale dovrebbe esprimere queste parole piene di commozzione e prostrazione: tu se’ lo mio maestro e ‘l mio autore.
Caron dimonio, con occhi di bragia. loro accennando, tutte le raccoglie;. batte col remo qualunque s’adagia …
Limbo (qua ho deciso di non commentare scena per scena; qua ho anche capito che non avrei finito di vederlo).
Ugolino….
Lucifero…
Più o meno io, mentre assisto allo stupro di Dante e del dolce stil novo.
n.b. le immagini sopra, semi-fedeli, non rendono bene lo scempio di un inferno metropolitano, popolato di barboni e battone; il quadro d’insieme è molto più sconfortevole e sconcertante.
I testi, ovviamente, non sono stati considerati fedelmente, anzi, diciamo proprio che non sono stati considerati (dubito abbiano avuto l’accortezza d’imparicchiare l’italiano e di leggerla, o almeno di provarci, in lingua madre), invero, “Dante” bestemmia e usa il torpiloquio. Poco male, Dante non deve andare al paradiso passando per l’Inferno cattolico, bensì deve passare per l’inferno di Los Angeles e sfilare le trasfigurazioni del contrappasso applicato a Ronald Reagan, Strom Thurmond, Condoleeza Rice, etc. Per gli americani, abituati all’eroinomane Warhol e ai suoi fagioli del cazzo, questa è arte… come se io prendessi Romeo e Giulietta e ne facessi un film, ambientandolo però nel presente y0! y0! (sono sarcastico, pure quello hanno fatto!) [link]
Il “film” è patetico, agli occhi di uno che adora la Divina Commedia, ma nonostante la sua palese pateticità, la critica (americana ovviamente) lo ha recensito bene. Ovunque “il film” ha raggiunto la sufficienza, e su IMdB si è beccato addirittura il voto di 6.8/10 (lo stesso voto del capolavoro italico, sempre da loro giudicato ma ovviamente in difetto, Fascisti su Marte).
Gli americani mi fanno schifo, non lo nascondo; li detesto per quel che sono e benché non mi sia quasi mai permesso di giudicarli (negativamente) per come sono, nel senso che non li ho mai criticati nell’arte, nella letteratura, nella musica, insomma, non ho mai criticato “il loro modo di vivere” (che non è, per saviezza, Iraq, Coca Cola e Bin Laden), alla fine mi ci hanno costretto! Oggi posso dire di odiarli a tutto tondo: sono un popolo culturalmente inferiore, sul baratro del declino, che come parassiti, senza alcuna reale autosufficienza intellettuale (sempre non si considerino film come Pearl Harbour, Armageddon o Venerdì 13, capolavori), dopo aver applaudito un filmetto per imbecilli si preparano a comprare Dante’s Inferno (la fantasia nei nomi chiarisce la loro ignoranza) il videogioco (non ancora uscito; vi indico però copertina lasciandovi giudicare – a tutto tondo – questo popolino patetico).
Lo so che dovrei fare, come disse il buon Virgilio – di lor non ti curare, guarda e passa -, ma proprio non ci riesco… è più forte di me… sono un debole… mi fanno troppa pena.
[¹] non mi riferisco al “sangue americano”; invero gli americani sono europei. Mi riferisco alla diversa evoluzione sociale, temporalmente diversa.
[²] http://www.dantefilm.com/ (mi rifiuto di creare un link cliccabile)
[³] http://www.electronicarts.it/games/16510,xbox360/ (mi rifiuto di creare un link cliccabile)
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#1 Commento by ciccio — 3 dicembre 2009
Be il problema non si pone, inutile è iniziare una discussione sull’argomento, in quanto è l’argomento stesso ad essere inutile. Che ci sia la tendenza nella massa più ignorante degli americani, e forse più in generale nella popolazione anglosassone, di trasformare la cultura, in qualcosa di diverso, in un entertainment spicciolo, atto ad intrattenere una massa di stolti, su questo ti do ragione, ma la discussione si ferma lì. Sono anche io abbonato a Sky e posso confermare come su canali come History, di storia e di cultura c’è n’è ben poca. Tutto è privo di contenuto, e il poco che c’è viene cambiato in favore di stupidi documentari sulla personalità di Hitler o di Rusputin. Si tratta di fatto di non-cultura. Hai mai visto voyager? o quegli stupidi programmi come mistero su italia uno? Nella nostra società affascina l’irrazionalità e le cose non vere, cmq ce ne sarebbero tanti di esempi per cui non mi prodigo.In questo è colpevole il sistema di enterteinment americano, ma anche nostrano, che ha sempre sfornato prodotti scadenti, ma prima questi erano affiancati da prodotti anche validi, mi riferisco a tutto il sistema dei media: Film,musica,videogiochi. Adesso tutti i media cercano di vendere il loro prodotto non preocupandosi del contenuto, c’è un uso esasperato dell’immagine, sia in televisione che al cinema. Il problema come ho detto all’inizio non si pone, il capolavoro di dante rimarrà tale anche dopo questa trasposizione video-ludica. Questi non sono veri problemi, se vuoi criticare l’america, cerca di contestualizzare il problema. Gli stupidi siamo noi e non loro. Critica l’ignoranza delle masse, che questa non è una prerogativa solo americana, ma anche nostra, e di tutti i paesi, l’ignoranza dilaga come un’ipocrisia collettiva in tutti coloro che si lasciano abbindolare dai sistemi di comunicazione di massa. C’è anche un incredibile superficialità nei rapporti umani, rappresentata in parte da internet e da facebook, vabbè ma questo è tutto un altro discorso……la cultura si studia nelle scuole è ovvio che un film o un documentario più di tanto non possono fare.
#2 Commento by Michel Giovannini — 3 dicembre 2009
Ciao. Tutto il tuo ragionamento è giusto e ammetto pure di essermela presa troppo; tuttavia rigetto l’idea si debba “lasciar passare” amenità del genere. Come hai detto tu, il problema risiede nel fatto che è l’intrattenimento – in sé – a essere sbagliato, poiché si è adeguato all’ignoranza della popolazione. Se gli Stati liberali-liberisti permettono lo scempio della cultura solo perché “è democratico” far si che l’offerta vada a soddisfare la domanda: io non ci sto. La mia demonizzazione della cultura americana sopra esposta non ha cercato, invero, di mitizzare la cultura italiana a tutto tondo… quei programmuccoli da analfabeti che hai citato, non li guardo proprio! (Ho smesso di guardare la TV dieci anni fa, mi sono fatto Sky perché pensavo fosse la Mecca della cultura).
La contestualizzazione del discorso è presto fatta: il problema non è l’ideatore del film o del videogioco, ma il sistema che lo ha prodotto o – almeno – il sistema che permette venga prodotto. Sono forse un triste sognatore, ma io immagino un mondo dell’intrattenimento culturale, poiché qualsiasi nostra azione dovrebbe essere sempre finalizzata all’apprendere “cose nuove”. L’intrattenimento odierno vuole il fruitore del servizio seduto sulla poltrona a rimpinzarsi di hamburger e patatine, ascoltando Amici e il Grande Fratello… e questo, fossi io “lo re del mondo”, non lo permetterei. Il problema è questo. Scusa se è poco ;P
#6 Commento by andrea — 7 febbraio 2010
a me qui l’ignorante sembri te….io ho comprato il gioco l’o finito piu o meno in un giorn…..e posso dirti ke anke io ero partito con l’idea che un videogame in cui dante era uno spietato guerriero era solo un infangamento della storia italiana…..ma se ci gioki non pensando ke e la storia di dante ma che e semplicemente un videogioko che nn ha la minima intenzione di rovinare la nostra storia cambia tutto ……ti consigli di provarlo prima di giudicare ……..ciao…..PS.e ricorda e sl un videogioko stile good of war…divertitii
#7 Commento by Michel Giovannini — 7 febbraio 2010
umm, caro Andrea, non conoscendoci ti invito a non darmi dell’ignorante, soprattutto in virtù del fatto che non sei capace di scrivere in italiano. Insomma, dato il tema trattato (un padre della lingua italiana), scrivere in italiano “correggiuto” mi pare il minimo. E poi, ma guarda caso! Sei proprio il target perfetto che i creatori del videogioco avevano in mente: uno che Dante lo vedrà solo, appunto, in un videogame.
E caddi come l’uom che ‘l sonno piglia…
#8 Commento by RobyR — 18 maggio 2010
Sei la persona più idiota del mondo, la Electronics arts è canadese no AMERICANA. Hai fatto la figura del pivello xD
Per il fatto dei documentari della history channel forse sei abituato ai falsi documentari di rai 3 dove il comunismo viene visto bene :bah: è inutile discutere con una persona deviata come te
#9 Commento by Michel Giovannini — 18 maggio 2010
“Carissimo” RobyR,
la Electronic Arts è stata fondata da Trip Hawkins (cittadino statunitense) nel 1982 ed ha sede in California (the usa, right?) Se faccio un Whois Lockup al sito del gioco – www . dantesinferno . com – viene fuori:
Electronic Arts
Domain Hostmaster
209 Redwood Shores Parkway
Redwood City, CA 94065
US
Per quanto riguarda i “falsi documentari di rai 3 dove il comunismo viene visto bene :bah:”, non so proprio cosa rispondere. Mi darebbe oltremodo fastidio farti fare due figure da pivello in un solo colpo. Mi fermo qui.
Ciao e cresci bene con il Nesquik!
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