Potrei, certo, dilungarmi ampiamente articolando il mio debosciato pensiero, ma trovo più intelligente riportare cosa gli italiani “a favore” pensano a riguardo… pensano, parola pesante!
Stralci di una discussione in Facebook, partita “seriamente”, poi degenerato nello schizofrenico pensiero.
>dico che siamo liberi di fare quello che vogliamo e nessuno, dico nessuno può venire a casa mia a detterare leggi… hai rotto davvero le palle… il crocifisso c’è sempre stato e deve continuare a stare lì… non perdiamo la nostra identità nazionale, le nostre culture, le nostre tradizioni… teniamocele strette
(mia risposta reale) se per tradizione nazionale intendi bruciare libri e liberi pensatori, beh, sì, perché rinunciarci?
(sua risposta reale) bruciare che??? siamo nel 2009 e grazie a dio l’inquisizione è bella che morta da tanto tempo….
(mia risposta reale) anche Riina ha smesso di uccidere da 10 anni. Perché tenerlo in carcere? E comunque, per coerenza logica, non puoi invocare la “tradizione” e poi dire “siamo nel 2009″. È schizofrenico come ragionamento. Inoltre, l’indice dei libri proibiti è stato soppresso nel 1966 (millenovecentosessantasei). Quindi, non è che è “bella che morta da tanto tempo”.
E non è finita qua. In giro si leggono commenti ancor più folli, se non addirittura più ignoranti.
> mi chiedo che male possa fare un crocifisso appeso ad un muro, c’è gente che muore di fame, che ha bisogno di una casa ed un lavoro e la gente si preoccupa ancora di questo!
pensa se all’epoca delle crociate non ci fossero stati, da nessuna parte, crocefissi al muro…
Dulcis in fundo, il commento della Gelmini, strutturato per un pubblico elementare (cioè il pubblico al quale l’idolatria deve essere inculcata).
> La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione. La storia d’Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi.
Analizziamo il pensierino da quinta elementare (aggiustato un po): la presenza del crocefisso non significa adesione al cattolicesimo, perché il crocefisso è solo il simbolo della nostra tradizione, la quale non è solamente cattolica, ma che per imposizione ci è stata obbligata. La storia d’Italia passa anche attraverso simboli che non possono venir cancellati.
Un po’ meglio?
La prima parte mi sento di confutarla in toto, invero, se la storia d’Italia è la storia degli stati preunitari, possiamo dire – alla luce dei fatti – che né la Repubblica di Venezia né la Repubblica di Firenze abbiano mai concesso molto a Roma (per non parlare di Filippo I di Parma e la sua politica anticlericale), invero, il nicodemismo era la “religione” più praticata… se poi per tradizione si vuole includere, per ipotesi, i testi sacri, non credo da nessuna parte ci sia scritto che nelle scuole deve esserci la “foto” di un modello seminudo morente (senza dimenticare il “problemino” della Chiesa ortodossa). Per la seconda parte, la Gelimini ha ragione[¹], ci sono simboli che non possono essere dimenticati [link] e tradizioni che non possono essere abbandonate [link]. Eja eja, Amen!
[ Aggiornamento, 4 Novembre ]
Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza ha dichiarato: fintanto che rimarrò sindaco nessun crocefisso verrà rimosso da alcuna scuola comunale, nè tantomeno dagli uffici municipali.
Sti cazzi? Il parlamento europeo legifera, lo stato nazionale europeo esegue. Sti cazzi? Sti cazzi? Sti cazzi?
[¹] mi è stato difficile scriverlo, lo giuro!
- La Russa, che tu possa morire! Quando ho scritto l’articolo sul crocefisso non pensavo la cosa sarebbe continuata, invero, mai avrei pensato che l’italietta potesse solo immaginare di fare la voce grossa all’Europa. Mi sbagliavo. Oggi ho visto un video che è l’apoteosi del ridicolo [in basso a destra], non tanto per i contenuti espressi – chiaramente ignoranti – quanto perché la macchietta in questione (sto parlando di La Russa)...
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