Dopo diverso tempo ho deciso di scrivere qualche riga. Il mio silenzio è sintomatico, non è che non scrivo perché non ho tempo, ma perché non ne ho voglia. La situazione attuale e a metà tra il paradossale e il “già avvenuto”, perciò non so dire se la mia riflessione storico-politica (non scrivo, ma continuo a pensare! uh!) sia corretta o meno. L’unica cosa della quale sono certo – gattopardesticamente – è che le cose rimarranno le stesse.
Riflettendo sulle divisioni interne al PDL, ho pensato alla Serenissima Repubblica di Venezia (tanto per cambiare, eh?) e al modo che i patrizi veneziani hanno utilizzato per gestire la Terraferma:[¹] una volta conquistato lo “Stato da terra”, Venezia non ha epurato il ceto dirigente, anzi, i feudatari locali sono rimasti al loro posto; tuttavia Venezia ha appoggiato le popolazioni (che le divennero sinceramente fedeli) creando uno stato di tensione permanente tra Signori e popolo, così da non doversi preoccupare di eventuali ribellioni contro la sua egemonia: la città di Venezia appoggia i signori feudali che quindi non hanno motivo di ribellarsi >> la città di Venezia appoggia il popolo minuto che quindi non ha motivo di ribellarsi al governo << il disequilibrio tra signori feudali e popolo ha permesso al ceto dirigente veneziano di sopravvivere.
Quando il Popolo delle libertà (Forza Italia) e AN si sono uniti assieme alla Lega, il peso politico di AN era più o meno pari a quello del Popolo delle libertà; la Lega quindi da “popolo” è diventato “Signore feudale” e AN da ”Signore” è diventato “popolo”.
Questo è quello che Fini non accetta! Il Popolo delle libertà (Berlusconi) non è però rimasto egemone, invero, il popolo (Lega) è diventato più forte grazie anche al calo della città egemone (Berlusconi). Il PDL (Berlusconi) ha quindi necessità di tenere AN (Fini) nelle file del partitone delle libertà, in questo schema tripartitico, poiché altrimenti l’equilibrio si romperebbe – definitivamente – a favore della Lega.
Molti blogger è amici (ovviamente comunisti) stanno salutando all’eretico Gianfranco come un ritrovato compagno, capace egli di salvare l’Italia a suon di lettura delle labbra. Io però non riesco e non posso fare altrettanto dal momento che Fini non può farci credere di aver scoperto soltanto di recente che Berlusconi è un delinquente! Questo è opportunismo politico che noi (o quantomeno io) “giovani” non possiamo e non dobbiamo tollerare.
Uno statista deve saper scegliere; uno statista deve sapersi circondare di persone “positive”. Fini non lo ha fatto. Fini si è dimostrato un pessimo politico perché finché gli faceva comodo ha tollerato le follie di Berlusconi e ora, superato forse il punto di non ritorno (gli ultimi due anni di escort, processo breve e mafia), ha deciso di tirarsene fuori… e non l’ha fatto nella maniera più logica, non lo ha fatto lanciando le carte in aria e mandando Berlusconi a ‘fanculo, no, lo la fatto silentemente per mantenere la poltrona. Capibile ma intollerabile.
Che cosa accadrà? Punto 2 cents sul fatto che lo strappo venga ricucito. Dissidenza interna? Forse. Caduta di governo? Non credo. E, a questo punto, lo spero che non cada ADESSO. Per il bene del paese! Il PD alle elezioni si sfascerebbe, Grillo e il suo MoVimento non è ancora pronto. Idv non jela fa. Chi altro c’è? Ah, sì, Robespierre! Meglio aspettare qualche anno che Berlusconi muoia. Sono serio. Non abbiamo altro da aspettare che “Dio faccia la sua parte”.
Capite, ora, perché non ho voglia di scrivere? :’(
[¹] espresso qui molto superficialmente…
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#1 Commento by renée — 23 aprile 2010
e io non ho voglia di replicare a fatti già analizzati e futuri già sentenziati…
#2 Commento by Michel Giovannini — 23 aprile 2010
Vi sono molti modi per manifestare le proprie idee e il migliore – forse – è tacere.
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