Sono vivo. Sì ma per pochissimo. L’ordinanza n° 2/2010, con oggetto “la regolamentazione di orari pubblici esercizi, chioschi, spettacoli musica”, avrebbe potuto provocare morti. Muggia è un carnevale importante in Italia e, da che mondo e mondo, semel in anno licet insanire. Perché avrebbe potuto ammazzare qualcuno questa ordinanza? È presto detto:
11. È fatto divieto di somministrare, dopo le ore 14.00 e sino alle ore 06.00 del giorno successivo, superalcolici nelle giornate di venerdì 12, sabato 13, domenica 14 e martedì 16 febbraio e fino al mattino successivo (art. 68, p.to 4); è fatto inoltre divieto di detenere in qualsiasi contenitore e/o consumare superalcolici nelle pubbliche vie [omissis] nel caso di contravvenzione a tale disposizione, i contenitori verranno sequestrati e distrutti immediatamente, unitamente al loro contenuto, fatte salve le altre sanzioni di legge;
12. Nelle giornate di venerdì, sabato, domenica e martedì grasso, dopo le ore 18.00 qualsiasi bevanda dovrà essere servita in bicchieri di plastica ad esclusione del servizio di ristorazione al tavolo nei soli esercizi autorizzati;
Il punto 11 non è stato rispettato (come avrebbe potuto?) e il punto 12 ha creato un ingorgo incredibile all’entrata della bella città della Serenissima, infatti, “la voce” che – per entrare si doveva superare una perquisizione – ha portato tutti a bere, prima del posto di blocco pedonale [nella foto sopra, qualità alcolica], dalle bottiglie che si volevano intrufolare… 1 litro di limoncello e ¹/2 litro di vino in 30 minuti possono ammazzarti!
Tralasciando la semplicità con la quale è stato comunque possibile “forzare”, per i più, il posto di blocco con bottiglie nascose ovunque (a giudicare da quanti comunque camminavano per Muggia con la bottiglia in mano), questa fretta avrebbe potuto farmi finire in coma etilico!
Veramente deprecabile la cecità legislativa! Io posso anche capire i muggesani che, una settimana all’anno, si trovano la città distrutta e infestata da adolescenti alcolizzati che pisciano ovunque; tuttavia la tolleranza dovrebbe essere alla base di tutto, soprattutto se si considera che il fenomeno non è certo cambiato negli ultimi 30 anni, anzi forse è scemato a mio giudizio. Gli abitati di Muggia vivono a Muggia consci di questo e quelli che vi sono andati a vivere di recente, hanno preso casa sapendo che a Carnevale finisce così, da che mondo e mondo, sempre, così… tolerabile est semel anno insanire!
p.s. quest’anno è stato – credo – l’ultimo anno a Muggia, il ricambio generazionale incalza… a 28 anni non è più possibile condividere gli stessi spazi di sedicenni e sedicenne. È giusto lasciare spazio alle nuove generazioni. Forse. :P
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#1 Commento by mauro — 17 febbraio 2010
scusa sa, ma… nisun te ga dito de bever in furia o_O mi sabato con dispiazer son restà fora perché gavevo de bever, co go finì iero carigo e son tornà casa. martedi volevo farme el giro per muja e no go portà niente. son d’acordo che i ga deciso de mazar una tradizion e la roba me dispiasi, infati veder cusì poca gente me ga fato pianzer el cuor, ma ripeto, se te volevi bever dela botiglia te podevi star fora e se no te la butavi via come che ga fato tanti ma tanti altri mone.
#2 Commento by Michel Giovannini — 17 febbraio 2010
Io voglio la botte piena e la moglie ubriaca! :D
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