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Accademie e astrologia: ambiente culturale e relazioni erudite attorno a Pompeo Caimo (1568 – 1631), tra Udine e Roma


Data» 10/2014.
Lingua» ITA.
Pagine» 1621 KB – 200.
Prezzo» 5,03€20€.
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Il presente lavoro è stato concepito attorno alla figura di Pompeo Caimo (1568 – 1631), un nobile medico udinese vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento. La ricerca è stata limitata alla sua giovanile partecipazione a un sodalizio culturale nominato dei Siderei, precedente a quello più noto degli Sventati, e alla sua successiva produzione medico-astrologica, ricca di spunti riguardo al grande dibattito astronomico in corso in quegli anni in Europa.

Dopo aver esposto il complessivo quadro delle accademie di Udine di quel periodo, dai due1 poco documentati sodalizi degli Ermafroditi (1559) e degli “Accademici Udinesi” (1560) sino a quelli più conosciuti degli Sventati (1606) e dei Concordi (1609), si è portato alla luce un inedito documento in grado svelare un ulteriore progetto culturale udinese concepito attorno al 1594-1595. Un progetto, associato a una già attestata connessione di persone, emerso dalle carte di un processo formale intentato a un certo Giuseppe Trento: un giurista incriminato a causa di alcune sue affermazioni al limite dell’eterodossia, tratte da alcuni testi di Pico della Mirandola, sulla cabala e sui santi.

Riguardo a questa nuova accademia, sono state proposte alcune ipotesi che ne possono giustificare la scomparsa: un silente epilogo capitato anche ai sopraddetti sodalizi cinquecenteschi. Se per gli Ermafroditi tale fine sembra essere stata la conseguenza della morte del mecenate, per gli accademici del 1560 sembra invece che la cessazione della loro attività culturale sia da ricondursi a un’imposizione esterna. Invero, così come i Siderei, questi si sono trovati coinvolti in un processo inquisitoriale intentato contro un frate domenicano reo di avere proposto un ciclo di lezioni accademiche su Petrarca e l’astrologia (matematica).

È proprio quest’ultima tematica ad avere animato l’ultimo capitolo del presente lavoro, il leitmotiv dell’intera ricerca. Infatti, dal momento che Pompeo Caimo ebbe modo di confrontarsi con alcune interessanti questioni di natura scientifico-astrologica, pertinenti alla sua professione medica, attraverso la trascrizione della sua produzione oroscopica si è tentato di mettere in risalto la sua conoscenza teoretica, sebbene ancora inserita in una scricchiolante impalcatura aristotelica, rivelatasi all’avanguardia rispetto a quelle normalmente possedute da un qualsiasi «astrologastro» del suo tempo.


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Fonti archivistiche e manoscritte

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BCU, Principale, ms. 98, Scevolini Gian Domenico Bertinorese. Canzoni ascetiche; ms. 432, Scevolini Giovan Domenico. Diciotto lezioni sulla sfera fatte agli ornatissimi accademici udinesi nel 1560; ms. 505, f. 7, Accademia Udinese degli Sventati. Discorsi ed Atti relativi, sec. XVII e XVIII; ms. 506, Accademia Cavalleresca di Udine fondata l’anno 1609, capitoli ed atti; ms. 614, f. 21, Liruti (Gian Giuseppe). Scrittore autore friulano, raccolte di mss. originali. Del Torso, ms. 84/LIII, Palladio degli Olivi, Enrico. Avvertimenti politici. All’Illustrissimo Signor Alfonso Antonini. L’havermi voi Signor Alfonso più d’una fiata ricercato… […]. Joppi, ms. 209, Antonini conti. Provenienza. Vicende sommariamente esposte dei più notevoli membri delle famiglie per ordine cronologico con riassunto di diplomi e d’altri documenti […].

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  1. Ben prima di questa mia ricerca, la distinzione tra gli Ermafroditi (1559) e gli “Academici Udinesi” (1560) è stata sostenuta da Maiko Favaro. Una tesi in contrasto rispetto alla letteratura critica precedente che ha riconosciuto le Rime degli Accademici Ermafroditi in morte di Giovanni Savorgnano del 1559 e le Diciotto lezioni sulla sfera fatte agli ornatissimi accademici udinesi nel 1560 a cura di Giovanni Domenico Scevolini come il frutto di un unico sodalizio. In questo senso, il dott. Favaro ha tenuto una relazione sull’Accademia degli Ermafroditi, durante il convegno internazionale The Italian Academies, 1525-1700: the first intellectual networks of early modern Europe – “Science Learning and Censorship”, evidenziando la sopraddetta distinzione, nonché soffermandosi sull’autore delle Diciotto lezioni e sulle connessioni a egli relative. Il podcast dell’intervento, tenutosi a Londra il 27 giugno 2011, è disponibile qui.
30 settembre 2014