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zZZzZ...

Questo articolo è vecchio! Sebbene generalmente io non rinneghi nulla di quello che ho pensato in passato - o che posso aver scritto sotto effetto alcolico e del quale non ho ricordo alcuno -, è probabile il mio pensiero - in questo periodo - sia cambiato, ovvero sovvertito. Ti invito quindi a verificare sfogliando qualche cosa di più recente se, ancora oggi, la penso così. :)

25 gennaio 2008

A.A.A. Cercasi Generale per rivoluzione sociale

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Quando ho votato nell’aprile del 2006, ho votato sapendo che sarebbe finita. Non sapevo quando, ma lo sapevo. La degenerazione partitocratica aveva già raggiunto il suo minimo relativo con il governo Berlusconi II e oggi, con la caduta di Prodi, penso si sia raggiunto il minimo assoluto. Non v’è alcuna alternanza politica, qui si vota semplicemente per il meno peggio; tuttavia la memoria storica è assente giacché, di legislatura in legislatura, le persone sono sempre le stesse; i porci restano sempre nel loro – di oro addobbato – porcile. Tutti li tempi tornano, li uomini sono sempre li medesimi diceva Machiavelli. E il debito s’impenna! Milleseicentouno miliardi di euro: un debito immenso che non potremo mai colmare, mentre loro si permettono di fare nuove elezioni, per eleggere, sì sì, è tutta colpa nostra lo so, un altro delinquente che farà il suo comodo fin quando potrà.

Noi siamo giovani ci dicono, dobbiamo iniziare a muoverci. Ma che iniziare? Questa è la fine! È impossibile ormai raddrizzare la situazione! La nostra – così detta – classe dirigente è incompetente, criminogena e pensa solo a tener stretta la poltrona. Il principio di divisione dei poteri, ereditato dalle rivoluzioni borghesi di duecento anni fa, è solo materia scolastica, giacché in realtà non esiste più. La magistratura non può operare liberamente perché il potere politico (neanche esistesse realmente, oh Orson Welles!) legifera per il tornaconto personale, di parenti, amici e conoscenti. Il walfare state (sanità, istruzione, scuola, forze dell’ordine) vive continui tagli mentre i politici s’aumentano lo stipendio. E nel passato le cose potevano cambiare, infatti, la costituzione era molto meno rigida, tanto che il parlamento poteva modificarla normalmente, mentre oggi è stata (fortunatamente?) resa inviolabile, poiché data la libertà a taluni rappresentanti politici, loro la stravolgerebbero secondo l’umore della giornata, secondo la necessità giudiziaria del momento. Ma dov’è lo “stato di diritto”? E poi, ancor più grave, dov’è la democrazia? Potere al popolo? C’è qualcuno che percepisce una qualche sorta di reminiscenza di potere? Oh sì, certo, abbiamo la possibilità di votare e di scegliere chi dovrà rappresentarci, ma è questa la rappresentanza che vogliamo?

Questa mia polemica, gettata giù con un colore indefinito e impressa come su sterco di vacca, non vuole assolutamente seguire la direzione sempre eguale e costante delle critiche politiche, la mia non è una critica, la mia è semplicemente la manifestazione letteraria, se me lo permettete, della vergogna. Vergogna di essere italiano; di aver taciuto fino a oggi; vergogna e tristezza per quello che sarà (e che è già stato) e che mai potremo fermare; io ho vergogna di me stesso e di quello che mi hanno fatto diventare: ci hanno prosciugato le speranze, non abbiam più nulla a cui ambire, siamo la generazione dei burattini tecnologici, ma filo guidati da noi stessi; siamo la fine di un’era.

Non sono contro la democrazia, anzi, sono il più fervente democratico che il mio condominio possa annoverare, ma io credo nella democrazia, quella vera, e noi oggi, grazie e per colpa loro, abbiamo il dovere morale verso noi stessi[¹] di impedire che lo scempio si perpetui nuovamente, infinitamente. Bisogna assolutamente fermarli! Dobbiamo cambiare modo di pensare. Dobbiamo applicare quello strano (e appena percepito) principio deterministico volto a portarci alla volontà reale, nonché alla capacità, di cambiare il corso degli eventi, in virtù dell’esperienza ridondante del passato.

A.A.A. Cercasi Generale per rivoluzione sociale. Ridateci Robespierre e il suo terrore; ridateci Napoleone e il suo sensato imperialismo semi-borghese. Riesumate i mostri del passato, non ci importa! Ridateci i cattivi, perché questi “buoni” non li vuole più nessuno.

[¹] non son così smielato da dire “verso i nostri figli”.

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3 commenti »

  1. #1 Commento by BigSkill 25 gennaio 2008

    L’unica soluzione per l’Italia è una politica come quella Francese o Tedesca, inutile avere 1000000000000 parlamentari senatori e affini che prendono 100000 € al mese e si sputano in aula.


  2. #2 Commento by evil 25 gennaio 2008

    praticamente qualsiasi ‘grande’ che ha cambiato il mondo era un malato :) io preparo le micce :D


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