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La legge dei grandi numeri nei commenti del CICAP

12803034_10153573132099195_3014877468348107799_nSull’account Facebook del CICAP è comparsa un’immagine dalla didascalia incontestabile: esiste un solo metodo matematico per guadagnare con il lotto, vendere metodi per vincere al lotto.

Tale assunto è vero, senza ombra di dubbio. La penso così, la ho sempre pensata così e così sempre la penserò. Tuttavia, mi è sembrato naturale commentare con una intuizione fallace ed elementare che chiarisce come sia possibile, in un certo senso, applicarsi con un “metodo matematico” per vincere al lotto utilizzando la Legge dei grandi numeri. Continua…

La questione dell’anima nella tradizione musulmana

La sera della vigilia di capodanno, incolonnato alla cassa del supermercato, ho sentito animatamente discutere due ragazzi stranieri, in italiano, riguardo all’ennesimo disastro aereo del 2014. Per quanto l’oggetto del diverbio non mi è stato completamente chiaro, forse la ragione per la quale i corpi delle vittime di un incidente aereo sono spesso semi-nude, in breve, uno dei due ragazzi (forse greco-turco) ha sbottato dicendo al suo interlocutore, un ragazzo musulmano (forse egiziano-tunisino), “all’anima de li mortacci tua“. Io ho sorriso. Ho sorriso un po’ per l’utilizzo della lingua veicolare e un po’ per la nazionalità dei due discutenti. Infatti, la questione dell’anima, cioè la sua natura filosofica, è stata affrontata dai loro “antenati”, partendo dal trattato De anima di Aristotele (un funzionale work in progress non pensato per una pubblicazione), più di duemilacinquecento anni fa.  Continua…

Accademie e astrologia: ambiente culturale e relazioni erudite attorno a Pompeo Caimo (1568 – 1631), tra Udine e Roma


Data» 10/2014.
Lingua» ITA.
Pagine» 1621 KB – 200.
Prezzo» 5,03€20€.
Versione» I, integrale.
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versione digitale o cartacea.

Il presente lavoro è stato concepito attorno alla figura di Pompeo Caimo (1568 – 1631), un nobile medico udinese vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento. La ricerca è stata limitata alla sua giovanile partecipazione a un sodalizio culturale nominato dei Siderei, precedente a quello più noto degli Sventati, e alla sua successiva produzione medico-astrologica, ricca di spunti riguardo al grande dibattito astronomico in corso in quegli anni in Europa.

Dopo aver esposto il complessivo quadro delle accademie di Udine di quel periodo, dai due1 poco documentati sodalizi degli Ermafroditi (1559) e degli “Accademici Udinesi” (1560) sino a quelli più conosciuti degli Sventati (1606) e dei Concordi (1609), si è portato alla luce un inedito documento in grado svelare un ulteriore progetto culturale udinese concepito attorno al 1594-1595. Un progetto, associato a una già attestata connessione di persone, emerso dalle carte di un processo formale intentato a un certo Giuseppe Trento: un giurista incriminato a causa di alcune sue affermazioni al limite dell’eterodossia, tratte da alcuni testi di Pico della Mirandola, sulla cabala e sui santi.

Riguardo a questa nuova accademia, sono state proposte alcune ipotesi che ne possono giustificare la scomparsa: un silente epilogo capitato anche ai sopraddetti sodalizi cinquecenteschi. Se per gli Ermafroditi tale fine sembra essere stata la conseguenza della morte del mecenate, per gli accademici del 1560 sembra invece che la cessazione della loro attività culturale sia da ricondursi a un’imposizione esterna. Invero, così come i Siderei, questi si sono trovati coinvolti in un processo inquisitoriale intentato contro un frate domenicano reo di avere proposto un ciclo di lezioni accademiche su Petrarca e l’astrologia (matematica).

È proprio quest’ultima tematica ad avere animato l’ultimo capitolo del presente lavoro, il leitmotiv dell’intera ricerca. Infatti, dal momento che Pompeo Caimo ebbe modo di confrontarsi con alcune interessanti questioni di natura scientifico-astrologica, pertinenti alla sua professione medica, attraverso la trascrizione della sua produzione oroscopica si è tentato di mettere in risalto la sua conoscenza teoretica, sebbene ancora inserita in una scricchiolante impalcatura aristotelica, rivelatasi all’avanguardia rispetto a quelle normalmente possedute da un qualsiasi «astrologastro» del suo tempo. Continua…

Friuli, la maschera filmica del regime fascista

Durante il conflitto del 1915-1918 la necessità di figurarsi lo scenario bellico da parte della popolazione civile incentivò la produzione di immagini di finzione volte a proporre la faccia corretta della guerra. Il Friuli, ovvero il saliente del fronte italo-austriaco, vide, di conseguenza, immediatamente impegnati i reparti cinematografici dei diversi eserciti belligeranti operanti per la rettorica della guerra sulla giustezza della causa, l’esaltazione della “bella morte”, etc. Con la fine delle ostilità, tanto fu grande lo scempio del territorio (dal momento che ogni singola collina, ogni singola quota a ridosso del fronte era divenuta famosa per una qualche strage), la regione rimase al centro dell’attenzione mediatica. Il culto dei caduti che l’interesse in tempo di guerra generò fu, di fatto, l’epopea di una giovane Italia uscita vittoriosa – se mai qualcuno vinse realmente – da un conflitto che aveva suicidato l’Europa positivista sull’altare della follia. Continua…

Roma ideale

Nel XIX secolo, Ranke, Macaulay e Meyer, tre storici diversissimi tra loro, convenivano nel considerare Tucidide († post 397 a.C.) come lo storico per antonomasia; tuttavia noi – oggi – non avremmo ereditato la storiografia tucididea senza l’audace intervento di alcuni romani che resero la storiografia greca la storiografia dell’impero romano… e soprattutto non avremmo le storie nazionali senza l’esempio della storiografia romana, e più specificatamente senza l’esempio di Livio († 17). Ad ogni modo, la storiografia greca non sarebbe un buon punto da cui cominciare questo copia e incolla creativo, invero, essa non fu un qualcosa di unico. Continua…