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In fatto di libertà di stampa, oggi, la Germania si posiziona al 17° posto ed è indicata come nazione “libera”. Con questo nuovo Disegno di legge scalerà ancora la classifica. L’Italia, invece, è al 72° posto (penultima in Europa, peggio della Corea del Sud e ad ex aequo con l’India) ed è ritenuta “parzialmente libera”. Se la legge bavaglio dovesse diventare realtà, sprofonderebbe ancora più in basso. [fonte]
Oggi leggo queste righe da un post di Antonio Di Pietro e, vuoi la bassa pressione o il ciclone delle Azzorre, mi invento una risposta simpatica…

… nella convinzione fosse palese il fatto stessi parodiando l’elettore stereotipo del PDL, ovvero colui che ha il cervello disattivato e ripete a comando (o meno) i dettami propagandistici del papi. Ero realmente convinto lo scherzo venisse apprezzato ma invece…
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Sono la persona meno indicata a scrivere due righe sulla morte di Taricone. Insomma, GF pua! Perché allora scrivo? Perché so chi era Pietro Taricone. Mi pare abbastanza. Leggendo qualche commento qua e la in the internet, ho notato che c’è una tesi accusatoria: - se si ha una bambina di due anni non si fa paracadutismo. Parliamone. Se una volta fatto un figlio la vita diviene un grande gioco FPS dove ti metti a camperare[¹], per cosa viviamo a fare? Certo, trovo insensato padre e madre prendano parte allo stesso lancio… non per essere troppo pessimista, ma se l’aereo cade viene fuori una strage (magari cade su zii e nonni a bordo pista). Andiamo!
Nonostante tutto, nonostante cioè io non conoscessi Taricone, devo ammettere che queste 24 ore di foto e interviste mi hanno fatto un po’ rattristire. Sì, mi hanno fatto rattristire perché, in fondo, io Taricone lo conosco! Per 100 giorni (all’epoca guardavo la tv!) egli è stato parte della mia famiglia e quindi, oggi, sono come in lutto.
Leggi tutto “Pietro Taricone eliminato…”…
Non sono uno razzista[¹]. Giallo, nero, verde o bianco, – per me - siamo tutti uguali. Sì, insomma, c’è chi si è adattato al sole, chi no, chi per necessità ha chiuso gli occhi, chi ha allargato le narici… siamo tutti uguali biologicamente. Biologicamente[²], socialmente no.
Noi europei è giusto che – oggi – paghiamo dazio, moralmente, per le porcate del colonialismo in Africa. È giusto che chiediamo scusa per lo scramble che, chi prima chi dopo, ha portato a pensare all’Africa come a un posto al sole. Sì, scusate. Ma sappiate che noi europei non siamo come voi! Guai a chi equipara l’hooligan inglese, ubriaco fino al vomito che bestemmia la Regina, con un imbecille con la trombetta mononota del Sudafrica! E che cavolo! Che sia nero ha poca importanza. Egli (quello a sx nella foto) è un imbecille[³]; l’hooligan (quello a dx nella foto) fa schifo[³], è pronto a rubarti il portafoglio e a tagliarti la gola solo perché tifi Scozia, ma quello con le vuvuzela è un imbecille.
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Non so come, qualche giorno fa, mi sono trovato a visionare questo capolavoro. Jožin z bažin (Jozin dalla Palude) è una canzone del 1978 di Ivan Mládek, un comico-cantautore ex Cecoslovacco (non so ora da che parte stia). Sebbene la canzone sia del “78, Ivan è diventato famoso recentemente, invero, trent’anni dopo, questa canzone è in vetta alle hit in Polonia, Russia e Austria! Il successo, oggi, è dovuto principalmente al video (per noi trash, mentre loro nel 1978 lo definivano probabilmente – avanguardia -), ovvero a Ivo Pesak, il pazzo danzerino [qui a fianco].
Mi sono già occupato, se così posso dire, dell’Unione Sovietica e della cultura comunista, portando alla luce Nu Pogodi!; questa canzone rientra quindi nell’ambito della mia “nostalgica“ ammirazione del mondo sovietico e della sconosciuta cultura orientale contemporanea… dal 1948 al 1989 il Partito Comunista Cecoslovacco ha mantenuto il potere in Cecoslovacchia, tranne per qualche giorno in concomitanza con la Primavera di Praga, quindi – benché non russa-russa – questa performance è sovietica al 100%: approvata dal regime! Toh!?! E noi che pensavamo (ovvero che ci hanno imposto di pensare) che l’URSS fosse cattiva, senza umorismo e senza cuore (Ivan Drago docet).
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